Intervista a Manuel Pozzi, Direttore investimenti di M&G Investments Italia

Come si sono comportate le small cap europee in questa difficile fase di mercato e quali scelte di portafoglio (per Paesi, settori…) avete messo in atto per far fronte alla situazione?

Le small cap tendono ad avere un “beta” superiore e quindi a sovraperformare nelle fasi positive per l’economia e le Borse e a sottoperformare quando il mercato va male. Questa tendenza è stata confermata anche quest’anno.
Ci sono infatti più titoli industriali e chimici tra le piccole capitalizzazioni e meno utility, sanità e consumi stabili. Inoltre i Paesi “periferici” pesano di più che nell’indice principale, grazie alla presenza maggiore di piccole-medie imprese nel tessuto industriale di questi Paesi.
Nelle fasi di incertezza e rialzo dei tassi, abbiamo preferito concentrarci su aziende con bilanci sani, valutazioni già a sconto o comunque non a rischio di diminuzione dei multipli dovuti all’aumento tassi. Inoltre abbiamo guardato anche a titoli operanti in settori avvantaggiati dai recovery plan, con posizioni competitive forti.
A vostro avviso, quali condizioni dovrebbero concretizzarsi per consentire alle quotazioni delle small cap del Vecchio Continente di risalire la china nel corso dei prossimi anni?
La sicurezza degli approvvigionamenti energetici a costi accettabili è essenziale per le aziende in cui l’energia occupa una parte rilevante dei costi. Il rischio di ulteriori aumenti dei tassi rispetto a quanto già prezzato dal mercato è ormai ridotto, in quanto il mercato incorpora già tassi Bce al 3% entro giugno, quindi questo “freno” dovrebbe ridursi notevolmente nei prossimi mesi.
Le incognite politiche e geopolitiche restano. Ma a guidare le quotazioni saranno sempre più gli utili aziendali. Più che investire genericamente sulla categoria delle small cap, sarà importante scegliere bene le aziende.
Tra le piccole e medie capitalizzazioni ci sono anche molte aziende operanti nel settore della transizione energetica, aziende innovative, industriali, che per ora fanno ancora pochi profitti ma che potrebbero crescere parecchio nel prossimo decennio.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

