Gaëtan Delculée, global head of Etf, indexing & smart beta sales, deputy global head of distribution di Amundi Group
Quali sono i trend di allocazione più significativi che avete osservato sui mercati nel 2024?
«Fino a metà agosto, i flussi verso gli Etf Ucits sono stati particolarmente consistenti, raggiungendo 128 miliardi di euro, nonostante l’incertezza economica e la volatilità che hanno caratterizzato i mercati quest’anno. Gli investitori hanno puntato circa 93 miliardi di euro in Etf azionari, soprattutto quelli esposti ai mercati globali e statunitensi. Quelli sulle azioni europee hanno invece attirato flussi più modesti, pari a 10 miliardi di euro, seguiti da quelli sull’azionario asiatico. In questo contesto, entrano in gioco diverse tendenze. In una prospettiva di lungo termine, i flussi azionari globali sono in parte guidati da trend secolari: la domanda generale di Etf, gli investimenti a lungo termine e la costruzione di portafogli utilizzando elementi di allocazione che apportano diversificazione. In questo contesto, le azioni statunitensi, che rappresentano oltre il 70% dell’Msci World, attirano un notevole interesse e ciò spiega i flussi più bassi verso l’Europa. In ottica più tattica e market-driven, la disparità regionale dei flussi azionari può essere attribuita alle diverse condizioni economiche e al sentiment degli investitori. Il mercato statunitense, guidato dall’S&P 500, ha continuato a dimostrare una certa resilienza, soprattutto grazie al solido settore tecnologico. Dall’altra parte, i mercati europei hanno dovuto affrontare difficoltà legate ai rischi politici e al rallentamento della crescita economica, con un conseguente atteggiamento più cauto da parte degli investitori. Il Giappone ha registrato una forte performance dall’inizio del 2023 e, sebbene i flussi verso le azioni locali siano stati forti nel primo semestre, di recente abbiamo assistito a una pausa da parte degli investitori in un contesto caratterizzato da maggiore volatilità. Infine, sui mercati emergenti, la Cina ha sofferto a causa del persistere di venti contrari che soffiano sull’economia, delle pressioni normative e di una mancanza di fiducia da parte degli investitori.
In questo contesto, come si sono mossi gli Etf obbligazionari?
Anche gli Etf a reddito fisso hanno suscitato un notevole interesse nel 2024, con 35 miliardi di euro di afflussi netti. L’attrattiva delle obbligazioni, sostenuta dall’aumento dei rendimenti e dal potenziale derivante dall’esposizione alla duration nel momento in cui le banche centrali iniziano a ridurre i tassi in risposta alla moderazione dell’inflazione, suggerisce un crescente interesse degli investitori per attività meno rischiose e generatrici di reddito. In questa asset class l’attenzione si è concentrata prevalentemente sui titoli di stato, sugli strumenti short term e sulle obbligazioni aggregate, a testimonianza della preferenza per la stabilità in un contesto di mercato incerto».
Di recente c’è stata una crescita del numero di Etf a reddito fisso. Quali sono le recenti innovazioni cui gli investitori possono accedere?
«Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento dell’offerta di Etf obbligazionari sul mercato europeo per diverse ragioni. La principale è il contesto di mercato favorevole a questa asset class, che ha portato a una ripresa della domanda di soluzioni di investimento a reddito fisso. Un altro elemento importante è stato la maggiore fiducia degli investitori negli Etf obbligazionari, che hanno dimostrato resilienza e liquidità in fasi di mercato particolarmente turbolente. In Amundi abbiamo messo a disposizione dei nostri clienti una gamma completa di oltre 80 Etf obbligazionari su esposizioni governative e sul credito, con o senza l’integrazione di criteri Esg, per esporsi a diverse notazioni e tratti di curva, in funzione della view e della propensione al rischio di ciascuno. Un esempio di innovazione recente disponibile sul mercato sono gli Etf a scadenza fissa esposti ai titoli governativi, di cui offriamo una gamma che include sia esposizioni broad, sia specifiche, come il nostro Etf a scadenza fissa sui Btp. Si tratta di strategie potenzialmente interessanti per tutti i tipi di investitori, in quanto uniscono le caratteristiche degli Etf di diversificazione, semplicità e costo contenuto, con quelle di un investimento classico in titoli di stato, quali la visibilità sul rendimento a scadenza finale stimato. Per quanto riguarda gli investimenti Esg, che costituiscono uno dei trend che hanno caratterizzato l’industria negli ultimi anni, un esempio di innovazione è il nostro Etf sui titoli governativi in euro con tilt sui green bond. Si tratta di una soluzione interessante, in quanto consente di investire con un’attenzione particolare per il clima, mantenendo al contempo un profilo rischio/rendimento simile a quello dell’indice di riferimento. Tali caratteristiche rendono questo Etf uno strumento adatto a diverse tipologie di investitori, anche quelli che vogliono integrare l’Esg pur avendo vincoli stringenti».
È tornato l’interesse per gli Etf tematici?
«Negli ultimi due anni gli Etf tematici hanno dimostrato una buona resilienza di fronte alle sfide del mercato. Sebbene il settore abbia subito venti contrari a causa dell’aumento dei tassi di interesse e dello shift verso i titoli value, ha continuato ad attrarre interesse, sottolineando il suo potenziale di sviluppo a lungo termine.Il 2024 ha visto una notevole ripresa degli Etf tematici guidata da intelligenza artificiale (Ai) e disruptive technology. Questa crescita è dovuta ai rapidi progressi dell’Ai e alla sua diffusa adozione in tutti i settori, con conseguenti afflussi significativi. Anche la cybersecurity è emersa come tema tecnologico cruciale a fronte delle crescenti minacce digitali, mentre la robotica e l’automazione continuano a registrare un forte incremento grazie ai progressi tecnologici e all’adozione industriale. Ci sono poi altri comparti che stanno registrando una solida performance. Gli Etf sull’acqua hanno guadagnato terreno, grazie alla crescente consapevolezza globale sulla scarsità della risorsa, così come i temi ambientali e dell’energia pulita, che hanno registrato una forte ripresa sostenuti dalle preoccupazioni per il cambiamento climatico e dalle politiche favorevoli. Il panorama degli investimenti in Etf tematici sembra destinato a un’ulteriore evoluzione. Con i tassi di interesse che iniziano a diminuire e una chiara rotazione verso i titoli a piccola e media capitalizzazione rispetto alle mega-cap altamente concentrate, la dinamica degli Etf tematici potrebbe cambiare in modo significativo nei prossimi mesi. Questo mutamento delle condizioni di mercato, unito a valutazioni più interessanti dopo un periodo di compressione, potrebbe presentare nuove opportunità per gli investitori».
Quali saranno, secondo le vostre stime, i principali fattori di crescita dell’industria degli Etf nei prossimi anni?
«Guardando alla domanda degli investitori, riteniamo che l’utilizzo degli Etf continuerà a crescere su tutti i canali. Da un lato, gli investitori istituzionali, come le banche centrali, ricorrono sempre più a soluzioni indicizzate ed Etf per ragioni di efficienza e reattività e ci aspettiamo che questa tendenza prosegua nei prossimi anni. Per il retail, la crescente adozione osservata rappresenta uno dei più importanti motori di sviluppo del mercato europeo degli Etf, caratterizzata dall’utilizzo sempre più ampio degli Etf all’interno di soluzioni “wrapped” e dalla distribuzione digitale (banche online, robo advisor e piattaforme di trading), scelte sempre di più dagli investitori finali più evoluti. Amundi conta più di 50 partnership con operatori digitali in Europa e Asia e ha una competenza di lunga data nell’affiancare i distributori nel costruire le soluzioni più adatte ai loro clienti, con servizi dedicati, formazioni e training che vanno oltre il prodotto. È una capacità che deriva dalla nostra profonda conoscenza del mondo della distribuzione in Europa».
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

