Apertura negativa per le borse europee

Gran Bretagna, mercati chiusi per festività. In mattinata attesa dati sulla produzione delle costruzioni dell’Eurozona mentre nel primo pomeriggio saranno disponibili i dati sull’indice NAHB del mercato immobiliare residenziale degli Usa. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

 

L’agenda macro di oggi, lunedì 19 settembre, si presenta particolarmente
povera di dati. Oggi risultano chiusi i mercati di Giappone e Gran Bretagna. In
mattinata in attesa dei dati sulla produzione delle costruzioni dell’Eurozona
mentre nel primo pomeriggio saranno disponibili i dati sull’indice NAHB del
mercato immobiliare residenziale degli Usa.

Sul fronte statunitense, secondo quanto comunicato dallo U.S. Department of
Treasury (il ministero del Tesoro di Washington), in luglio il Treasury
International Capital (Tic, che misura il saldo tra gli acquisti di titoli di lungo
periodo da parte di cittadini americani ed esteri) è stato in positivo in Usa per
USD 21,4 mld, in netto declino rispetto ai USD 121,8 mld di giugno.

Sul fronte asiatico, secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di
Statistica di Pechino, in agosto la produzione di gas naturale ha registrato in
Cina un rialzo del 6,3% annuo a 17,0 mld di metri cubi. Nei primi otto mesi del
2022 l’output è cresciuto invece del 5,5% a 143,7 mld di metri cubi, contro un
crollo dell’import di gas del 10,2% annuo. Inoltre, secondo quanto comunicato
dal ministero del Commercio di Pechino, gli investimenti diretti esteri in Cina
sono balzati del 16,4% annuo negli otto mesi allo scorso 31 agosto, in ulteriore
moderato rallentamento rispetto al 17,3% precedente, sui CHN 892,7 mld.
Sempre in Cina, secondo i dati ufficiali dello U.S. Department of the Treasury (il
ministero del Tesoro di Washington), citati dalla Cnbc, in luglio le riserve in titoli
di Stato Usa detenute sono infatti salite a USD 970,0 mld dai USD 967,8 mld di
giugno, quando si erano attestate sui minimi dagli USD 843,7 mld del maggio
2010. In maggio il dato era invece sceso per la prima volta sotto quota USD
1.000 mld sempre dal maggio 2010. La People’s Bank of China (PboC) taglia il
costo dei reverse repo (pronti contro termine) a 14 giorni e aumenta le iniezioni
di liquidità per contrastare la crescita della domanda verso la fine del trimestre.

L’istituto centrale di Pechino ha iniettato CHN 2 mld attraverso reverse repo a 7
giorni e altri CHN 10 mld con quelli a 14 giorni. La PboC ha anche ripreso le
operazioni a 14 giorni per la prima volta da fine gennaio, abbassando il tasso
d’interesse sullo strumento di liquidità di 10 bps (dal 2,25% al 2,15%).

Il cross euro/dollaro vale 0,9973 in calo di 0,30%, mentre il cambio euro/yen si
attesta su 143,07 in calo dello 0,03% e il cambio usd/jpy scambia a 143,29 in
rialzo di 0,27%.

Derivati sul greggio in ribasso. Il futures sul Brent perde lo 0,65% a USD 90,76
il barile, mentre WTI Usa scede dell’1,03% a USD 84,23.

Stamane il Bund future ha aperto a 142,73 il Btp future a 116,54. Lo spread
Btp/Bund riparte da 228 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale al
4,046%.

Apertura negativa per le borse europee, con Piazza Affari che perde quasi un
punto percentuale. Negativi i titoli bancari. In ribasso anche Saipem, Tenaris,
Prysmian, Telecom e Diasorin. In rialzo invece Campari, Amplifon, Moncler, A2A
e Atlantia.

Azionariato asiatico negativo stamane con il Nikkei 225 della borsa di Tokyo
che risulta chiusa in data odierna, Hong Kong scende dell’1,00%, Shanghai
perde lo 0,35%, Seoul l’1,14%, e Sidney lo 0,28%. Il crollo del 21,44%
registrato al Nyse da FedEx Corporation è sintomo del pessimismo degli
investitori, visto che il profit warning lanciato dal colosso delle spedizioni di
Memphis (tradizionalmente considerato benchmark dell’economia) conferma i
timori per una recessione globale. Tutti i riflettori ovviamente sono sulle
prossime mosse della Federal Reserve (Fed). Ci sono l’80% di possibilità di un
altro incremento dei tassi di 75 bps nel meeting del Federal Open Market
Committee (Fomc) di 20-21 settembre, dopo quelli di giugno e luglio, e il 20%
per un rialzo di 100 bps. In programma per 21-22 settembre c’è anche la
riunione della Bank of Japan (BoJ) ma è altamente improbabile che l’istituto
centrale di Tokyo rinunci al suo allentamento monetario (i tassi d’interesse
sono in negativo dal marzo 2016).

La Borsa di New York ha chiuso l’ultima seduta della settimana in ribasso,
penalizzata dal profit warning di FedEx, in un contesto già condizionato dai
timori su inflazione, stato di salute dell’economia e tassi. Il Dow Jones ha perso
lo 0,45 %, l’S&P 500 lo 0,72%, mentre il Nasdaq Composite ha perso lo
0,83%. Tra i titoli in evidenza FedEx Corporation -21,37%. Il colosso delle
spedizioni di Memphis ha ritirato la guidance per l’attuale esercizio, spiegando
che la performance è destinata a peggiorare. FedEx ha comunicato su base
preliminare per il primo trimestre dell’anno fiscale 2023 (chiuso lo scorso 31
agosto) un eps rettificato di USD 3,44, su USD 23,3 mld di ricavi. Il consensus
era invece per USD 5,14 e USD 23,6 mld rispettivamente.