Weekly Newsletter di Cassa Lombarda: l’analisi settimanale dei mercati finanziari (a cura dell’Advisory)
Macro review
Il driver della settimana appena conclusa è stato il CPI US, pubblicato martedì e uscito più o meno in linea con le attese (+0.5% headline, e +0.4% core). Ma i dettagli non hanno confermato appieno la recente tendenza disinflattiva. I goods hanno ripreso a salire, nonostante auto usate in calo, questa “sorpresa” è andata ad alimentare un ulteriore repricing con un cambio delle aspettative di politica monetaria. In 2 settimane il target dei Fed Funds è passato da 4.90% a 5.25% e soprattutto il livello indicato a fine anno è passato da 4.40% a 5.05%.
Altro dato che alimenta una politica monetaria “hawkish”, è stato quello delle retail sales sensibilmente sopra le attese. Lato UK, l’indice dei prezzi al consumo in Gran Bretagna ha registrato un +10,1% su anno, a fronte di un consensus per +10,3%, e i prezzi alla produzione un +13,5% su anno contro attese per +13,3%. In linea generale, sia gli esponenti Americani sia quelli Europei hanno ribadito che occorrerà alzare ancora in modo graduale i tassi.
Azioni
VIX in contrazione sotto area 20 a inizio della settimana. In termini di performance abbiamo visto risultati moderatamente positivi per le azioni Europee con IBEX e FTSE MIB a farla da padrone, rendimento invariato lato US e Performance negative per i mercati Asiatici. Sul fronte delle performance settoriali, ancora denaro sui settori Auto, Telecom e Travel & Leisure, negativi Healthcare e Energy. Sul fronte micro abbiamo avuto i risultati deludenti sul settore bancario di Barclays, positiva invece la reporting di Commerzbank.
Obbligazioni
Rendimenti in sensibile aumento in particolare sui tratti lunghi delle curve, in scia ai dati macro e alle dichiarazioni dei vari politici. Il decennale americano ha visto un incremento di ca. 10bp di rendimento, andando a chiudere la settimana in area 3,80% di rendimento, contro i 4,60% del 2 anni americano; una simile inversione sulla curva US non si vedeva dall’anno 2000. Identico discorso per quanto riguarda BTP e Titoli di Stato tedeschi, coi rispettivi decennali in area 4,30% e 2,45%, e il 2 anni al 3,30% e 2,85%
Valute e materie prime
L’Euro contro Dollaro è sceso al minimo di 6 settimane sulla base dei toni hawkish da parte dei membri FED, consolidando sotto 1,07. Il governo giapponese ha nominato l’accademico Kazuo Ueda a succedere alla guida della Banca del Giappone al governatore Haruhiko Kuroda. Ueda, è considerato un pragmatico. E ci si aspetta che sotto la sua guida la BoJ esca dalla politica ultra-accomodante. Il che ha alimentato un’enfasi di rafforzamento della divisa nipponica. In UK, il CPI sotto attese ha causato una robusta discesa della Sterlina, cosa che ha fatto molto piacere al FTSE 100, al nuovo massimo storico. Sul fronte commodities settimana in sostanziale calo per quanto riguardo l’Energy e Metalli Preziosi, conseguenza anche del rafforzamento del Dollaro, equilibrio invece per le Materie Prime Agricole.
Outlook
La settimana entrante vede la pubblicazione dei CPI nella zona Euro, con le pubblicazioni concentrate tra mercoledì (Germania e Italia) e giovedì (Zona Euro). Il dato Europeo è atteso al 5,2%. Inutile aggiungere che in relazione a quanto verrà pubblicato, avremo dichiarazione e reazione del mercato che porterà preoccupazione o sollievo. Altri dati di rilievo saranno i PMI, in pubblicazione sia lato US sia Area Euro. Sul fronte americano le attese sono per un dato in miglioramento rispetto il precedente ma comunque sotto area 50 (47.0 per PMI manifatturiero e 46.9 per servizi). Mentre in Europa il sentiment è marginalmente migliore (49,3 il manifatturiero e 51.0 i servizi).
Redazione
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