Asset class dimenticata. Per gli investitori disposti a guardare oltre l’ovvio, i mercati emergenti offrono un’opportunità interessante. Ernest Yeung, Portfolio Manager of the Emerging Markets Discovery Equity Strategy, T. Rowe Price

 

emergenti

Dopo la fine del super ciclo cinese, l’asset class equity paesi emergenti ha subito un graduale processo di sottopeso all’interno dei portafogli d’investimento. Numerosi portafogli diversificati a livello globale presentano oggi un underweight degli em del 7-8%. Il dato lascia spazio a significativi afflussi nel caso in cui lo slancio visto negli ultimi mesi dovesse trovare ulteriori conferme.

Le prospettive di lungo termine di questo variegato universo di paesi restano intatte, anche grazie a una realtà che spesso differisce non poco dalla percezione degli investitori

Il Vietnam e le Filippine, ad esempio, sono percepiti come paesi dipendenti dal commercio, ma la loro crescita è in gran parte trainata dai consumi interni. Gli esportatori cinesi si sono adattati rapidamente, reindirizzando le catene di approvvigionamento e mantenendo i volumi delle esportazioni.

Un ulteriore spinta alla performance dell’equity emergente potrebbe arrivare da un ciclo di debolezza dell’usd e dalla presenza di valutazioni allettanti. Il P/e di questi mercati continua a registrare valori nettamente più bassi rispetto allo S&P500 nonostante una crescita degli utili superiore al 20% nell’ultimo anno.

La vera sfida non è se investire nei mercati emergenti, ma come farlo

La maggior parte dei fondi dei mercati emergenti si concentra su una manciata di titoli mega-cap come Tencent, TSMC, Samsung e Alibaba. Si tratta di aziende solide, ma ampiamente diffuse e con un alfa limitato. Per noi, invece, è interessante il “mezzo dimenticato”, ovvero le aziende medie trascurate dagli investitori mainstream ma con chiari catalizzatori di cambiamento.

 

 

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.