Il 2023, nonostante gli eventi che lo hanno costellato, portatori di notizie negative, è stato complessivamente un anno positivo per i mercati finanziari. Con questo incipit, Teresa Gioffreda, head of Gwm client coverage Italy e investment strategist, ha aperto il “Macro e Global Outlook 2024” di Ubs Asset Management
NEL 2024 CRESCITA E INFLAZIONE IN CALO
Quest’anno, sia la crescita, sia l’inflazione sono attese in calo. L’asset manager si attende un rallentamento dell’attività globale, ma non tale da sfociare in una recessione, le cui continue preoccupazioni rendono l’evento meno probabile. Il reddito reale delle famiglie, vista la discesa dei prezzi al consumo, è atteso in miglioramento.

In particolare, negli Stati Uniti, dove la crescita è stata robusta, il mercato del lavoro si sta normalizzando e le aziende hanno spazio per fare investimenti, visto la cautela che ha caratterizzato la loro politica in questo ambito, proprio per il timore di una recessione e nonostante la continua resilienza dei consumi.
Il quadro macroeconomico in Eurozona risulta più debole di quello americano, ma sempre in territorio positivo. L’economia europea è un po’ più in affanno: la spesa del settore manifatturiero è stata poco consistente e la presenza del conflitto in Ucraina continua a pesare, se non altro psicologicamente.
L’inflazione, il cui andamento è inferiore alle stime della Bce, è in calo e ciò dovrebbe essere foriero per un taglio dei tassi nella prima metà del 2024. Inoltre, la politica restrittiva sta pesando sull’economia e le banche, per tutto lo scorso anno sino al terzo trimestre, hanno riportato una contrazione della domanda di prestiti e linee di credito da parte di imprese e famiglie.
L’economica cinese, se si esclude il settore immobiliare, è tornata in trend e continua il suo percorso di trasformazione del modello di crescita attraverso l’innovazione, su cui sta puntando molto.
Ciò nonostante, all’interno di questo contesto globale, Ubs Asset Management sottolinea che le forze che alimentano un’inflazione secolare sono ancora rilevanti: dinamiche demografiche, deglobalizzazione, la multi-polarizzazione, le politiche monetarie sempre più al servizio dei governi, le politiche fiscali e la ridefinizione delle catene di approvvigionamento.
POSIZIONAMENTO NEUTRALE SUI BOND
L’asset manager ritiene che un atterraggio morbido dell’economia sia più prezzato nel mercato obbligazionario di quanto non sia da quello azionario. E che la sorpresa del 2024 potrebbe essere di vedere un rialzo di quest’ultimo senza che vi sia un rally dei bond.
Si tratta di una lettura distintiva rispetto al consenso di mercato che mostra, secondo la Bofa Global Fund manager Survey, una percentuale superiore di attese per una overperformance delle obbligazioni.
Tuttavia, viene evidenziato come i rendimenti attuali, a differenza di quanto avveniva nel passato, offrano un “cuscinetto” di protezione rispetto alla volatilità del mercato e al rischio di una recessione. Il posizionamento neutrale sui bond vede l’asset manager preferire una duration contenuta, visto che, soprattutto per i titoli governativi, gli stati non stanno offrendo alcun incentivo in termini di term premium per compensare il rischio finanziario nell’ investire nelle scadenze lunghe della curva dei rendimenti.
In aggiunta, il mercato sta già prezzando un allentamento significativo delle politiche monetarie nel 2024. Il debito societario risulta interessante in tutte le sue maggiori componenti (il sovrappeso è per Us Ig e credito in Eurozona). Ma, per quanto riguarda la componente Hy e debito emergente, è necessario prestare attenzione alla qualità degli emittenti. Detto ciò, viene monitorato con attenzione l’aumento del tasso di default.
SOVRAPPESO EQUITY
Le valutazioni del mercato azionario non vengono considerate eccessive, non così lontane dalla mediana del Pe forward degli ultimi 25 anni, e gli utili aziendali sono attesi in crescita. Nello specifico, Ubs Asset Management considera attrattive le seguenti piazze finanziarie: Usa, Giappone, Eurozona e Em (Cina esclusa).
Nonostante la posizione di neutralità sulla Cina all’interno dell’asset allocation, l’asset manager non manca di sottolineare l’importanza di comprenderne le dinamiche in atto nel paese. E di considerare con attenzione le basse valutazione dell’equity, aspetto che viene rimarcato anche per le medie e piccole capitalizzazioni, a livello globale, particolarmente ignorate dal mercato e di cui si attente un riallineamento, in particolare negli Em e in Europa.
Nelle considerazioni generali Ubs Asset Management non ha mancato di ricordare l’importanza di affiancare ai mercati pubblici anche l’investimento in quelli privati.
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

