In Europa tornano protagonisti gli indici Pmi, che offrono una fotografia dello stato di salute dei settori industria e servizi. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
Borse europee in rialzo

Apertura in positivo per l’azionario europeo dopo la caduta della vigilia ma con molta incertezza. Gli investitori si muovono tuttavia con prudenza in attesa dei dati economici in uscita, che da ora in poi saranno determinanti nell’influenzare i movimenti della Bce. A Piazza Affari partono bene Azimut ed Eni, su prospettive di sviluppo.

Agenda finanziaria

La giornata che chiude la settimana delle Banche centrali non è priva di appuntamenti di interesse sul fronte dei dati economici. In Europa, in particolare, tornano protagonisti gli indici Pmi, che offrono una fotografia dello stato di salute dei settori industria e servizi

Borse asiatiche in ribasso

Borse asiatiche allineate alla discesa di Wall Street. In negativo si è distinta Tokyo dopo l’arretramento del Pmi manifatturiero a 48,8. Shanghai ha limitato i danni dopo le aperture del regolatore Usa verso le aziende cinesi Alibaba e JD. Tuttavia 22 nuove imprese cinesi sono finite nella Black list del governo USA.

Wall Street in ribasso

Il dato sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, inferiori alle attese, ha fatto rimbombare sui mercati le parole di mercoledì di Jerome Powell. Il mercato del lavoro appare ancora forte e questo blocca la discesa dell’inflazione, rendendo necessaria una politica monetaria restrittiva più a lungo. I listini sono scesi in maniera corale, tutti i settori sono stati coinvolti. Peggiore di tutti il Nasdaq con le big tech allineate nella discesa (Netfix -6%) e Novavax che ha an- nunciato un aumento di capitale da 250 milioni di dollari subendo un contraccolpo del -9% in Borsa.

Obbligazionario

Il regalo di Natale della Bce all’Italia, come definito da alcuni politici italiani, è un rialzo del rendimento del Btp e dello spread con il Bund, tornato ieri con un balzo sopra i 210 punti.

Valute e Commodities

Euro e sterlina hanno riguadagnato qualcosa nei confronti del dollaro ma non quanto ci si sarebbe potuto aspettare dopo i toni hawkish delle banche centrali europea e britannica. In particolare, la Bce ha segnalato ulteriori rialzi da 50 punti base, un anticipo del Quantitative tightening a marzo e nel Comitato di politica monetaria la battaglia è stata forte con chi premeva per un rialzo di 75 punti base.


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Redazione

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