La politica monetaria continua a seguire il proprio corso. Dopo la riunione della Banca Centrale Europea (BCE) tenutasi la scorsa settimana, questa sarà teatro delle riunioni della Federal Reserve statunitense (Fed, mercoledì), della Banca d’Inghilterra (BoE, giovedì) e della Banca del Giappone (BoJ, venerdì).
A luglio la BCE ha sospeso il ciclo di riduzione dei tassi di interesse. Nel frattempo, l’inflazione si è stabilizzata intorno al tasso obiettivo della banca centrale e la crescita economica si mantiene solida.
È probabile che né la BoE né la BoJ interverranno con dei tagli ai tassi di interesse la prossima settimana. Da un lato, alla BoE il taglio di agosto è passato con una maggioranza risicata e gli ultimi dati sull’inflazione non giustificano un’ulteriore riduzione; dall’altro, la BoJ si trova ad affrontare una situazione più delicata, poiché l’inflazione è uno dei principali fattori di incertezza politica in Giappone.
Detto ciò, l’eventualità di un aumento è assai improbabile: sebbene possa contribuire a rafforzare lo yen e a tenere sotto controllo le aspettative di inflazione, un simile intervento potrebbe essere interpretato come un ulteriore segnale di nervosismo in un contesto già volatile.
E infine c’è la Fed. Nelle ultime riunioni la banca centrale statunitense ha mostrato un atteggiamento esitante, contrastando le aspettative politiche di utilizzare la leva dei tassi d’interesse per ridurre il costo del debito pubblico, una mossa che potrebbe facilmente rivelarsi controproducente in presenza di crescenti aspettative inflazionistiche.
Detto questo, dopo l’ultimo deludente rapporto sul mercato del lavoro, non ci sono grandi ostacoli a un possibile taglio dei tassi mercoledì.
Considerando le tre riunioni delle banche centrali, il calendario dei prossimi dati economici appare piuttosto leggero: lunedì verranno pubblicati i dati sulla produzione manufatturiera cinese, mentre martedì sarà il turno della produzione industriale europea e dell’indice ZEW sul clima imprenditoriale in Germania.
Giovedì seguiranno le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. Quest’ultimo dato sarà probabilmente al centro dell’attenzione, soprattutto dopo il recente indebolimento del mercato del lavoro negli Stati Uniti, anche perché il mandato della Fed include sia la stabilità dei prezzi che la piena occupazione.
In sintesi, questa settimana sarà dominata dalla politica monetaria. Anche se i mercati hanno già scontato la mossa della Fed sui tassi di interesse.
Redazione
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