Banche Usa superano stress test Fed

Apertura mista per le borse europee. Prezzi petrolio vicino ai massimi da tre anni, sostenuti dalla flessione delle scorte Usa e dall’accelerazione dell’attività economica in Germania. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi prevede nel corso della mattina gli indicatori di fiducia
in Italia e il dato dalla Bce sull’offerta moneta M3 e prestiti a settore privato
di maggio. Mentre nel pomeriggio dagli Stati Uniti sono attesi i redditi delle
famiglie e la fiducia calcolata dall’Università del Michigan.

Dalla Germania è arrivato l’indice Gfk, sulla fiducia dei consumatori, che a luglio è migliorato
attestandosi a -0,3 pts dai precedenti -6,9, facendo meglio delle attese degli
analisti ferme a -4 pts. Da Istat è in arrivo il dato sul morale di imprese e
consumatori nel mese di giugno. La mediana delle attese scommette su un
miglioramento di entrambe le variabili: da rispettivi 110,2 e 110,6 del mese
scorso, l’indicatore sulla fiducia dovrebbe portarsi a 112. Intanto prosegue il
Consiglio Europeo, che si concluderà oggi.

Le 23 banche più importanti degli Stati Uniti hanno superato gli stress test della
Fed. Dal comunicato della Federal Reserve è emerso tuttavia che, nel caso in cui
lo scenario di grave crisi economica ipotizzato si concretizzasse, tutte le banche
esaminate incorrerebbero in una perdita di quasi mezzo trilione di dollari, pari
per la precisione a USD 474 mld. Lo scenario simulato dalla Fed per gli stress test
è stato quello di “una grave recessione globale” che colpirebbe il mercato
immobiliare commerciale e i detentori di corporate bond, provocando un tasso di
disoccupazione pari al 10,8% e un crollo di Wall Street del 55%. In ogni caso, la
Fed ha dato istruzioni alle banche affinché aspettino la sessione di lunedì per
annunciare modifiche alle loro politiche di remunerazione.

Dollaro vicino ai massimi da diversi mesi in attesa dei dati sull’inflazione
Usa. Il cross euro/dollaro è a 1,1939, in rialzo di 0,08%; il cambio euro/yen è a
132,29 mentre il dollaro contro yen scambia a 110,82.

Prezzi vicini ai massimi da tre anni, sostenuti dalla flessione delle scorte Usa
e dall’accelerazione dell’attività economica in Germania. I futures sul Brent
scambiano piatti a USD 75,55 il barile, mentre al Nymex il Wti Usa guadagna lo
0,01% a USD 73,3.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 8 bp a 172,25, il Btp future
perde 1 bp a 150,85. Lo spread Btp/Bund riparte da 107 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,88%. Si aprono le aste di fine mese con
un’offerta fino a EUR 3,75 mld tra Btp short e indicizzati. In serata invece, a
mercato chiuso, l’annuncio sia dei dettagli dell’asta a medio e lungo termine di
mercoledì prossimo 30 giugno sia il programma di emissione per il terzo
trimestre.

Apertura mista per le borse europee, con Piazza Affari in rialzo dello 0,20%.
Negativi tutti i indici principali EU, ma positiva Londra a 0,09%. Positivi i titoli
bancari sul Ftse Mib. Bene Buzzi Unicem, STM, Mediolanum, CNH, Moncler e
Saipem. Deboli invece Campari, Hera, Recordati, Diasorin e Inwit.

Borse asiatiche prevalentemente positive. L’indice Nikkei 225 della borsa di
Tokyo si avvia a chiudere in rialzo a 0,66%. Hong Kong in rialzo dell’1,40%, la
borsa di Shanghai positiva a 1,15%. Seoul positiva a +0,50% mentre Sidney è
a +0,45%. Sul fronte macroeconomico, in Giappone i prezzi al consumo di
giugno nell’area della capitale Tokyo evidenziano una variazione tendenziale
nulla a livello di indice ‘core’, rispetto al consensus di una flessione di 0,1% e
dopo il calo di 0,2% di maggio.

I principali indici azionari statunitensi hanno terminato la giornata in
territorio positivo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,95%, mentre l’S&P500
ha segnato un progresso dello 0,58%, dopo aver portato il nuovo massimo
storico a 4.271 pts. Segno più anche per il Nasdaq a +09%. Tra i titoli in
evidenza, in forte rialzo Tesla Motors a +3,54%: il numero uno del gruppo
automobilistico, Elon Musk, ha anticipato che la divisione Starlink potrebbe
essere quotata non appena la società sarà nelle condizioni finanziari ideali. Il
presidente Joe Biden e un gruppo di senatori hanno raggiunto un accordo che
avvicina l’approvazione del piano di infrastrutture da USD 1.200 mld.

L’accordo include il finanziamento attraverso la vendita di USD 6 mld di riserve
petrolifere. Un assist positivo alla borsa Usa è arrivato con le dichiarazioni del
presidente della Federal Reserve di Richmond Thomas Barkin, che ha detto di
ritenere che le pressioni inflazionistiche si smorzeranno negli Stati Uniti nel
quarto trimestre di quest’anno.

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