Il debito in valuta forte dei paesi emergenti offre ancora buone opportunità. A colloquio con Jason Trujillo, Head of Emerging Market Credit and Strategy di Invesco
Quali ritenete siano i rischi e le opportunità per l’asset class ‘emerging bond’ derivanti dall’intervento Usa in Venezuela?
L’inizio del 2026 ha visto l’attenzione globale concentrarsi sui mercati emergenti a seguito del sequestro del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie da parte degli Stati Uniti. Sebbene l’evento in sé sia stato drammatico, le sue implicazioni per i mercati del debito emergente sono sfumate e dipendono fortemente da come si evolverà la transizione politica ed economica in Venezuela nelle prossime settimane e mesi.
Da un punto di vista d’investimento, gli sviluppi recenti rappresentano un esito quanto mai costruttivo per i detentori di obbligazioni sovrane venezuelane denominate in dollari USA. Il complesso obbligazionario venezuelano, reinserito nell’Indice J.P. Morgan EM Bond nell’ottobre 2024, era già stato il componente dell’indice con la migliore performance nell’ultimo anno, beneficiando di valutazioni iniziali profondamente depresse e di crescenti aspettative di un cambio di regime. Le obbligazioni che all’inizio del 2025 venivano scambiate intorno a 15 centesimi erano salite ai bassi 30 centesimi all’inizio del 2026 e, dopo la cattura di Maduro, i prezzi sono saliti verso i 38-40 centesimi. I mercati stanno già prezzando uno scenario di transizione ottimista, dato che i prezzi attuali delle obbligazioni si avvicinano ai livelli di consenso sul valore delle nuove obbligazioni venezuelane in un’eventuale ristrutturazione.

Le prospettive a breve termine per le obbligazioni sovrane venezuelane dipendono dalla rapidità e credibilità della normalizzazione politica.
Tra gli scenari considerati alla fine dello scorso anno, gli eventi attuali si allineano parzialmente al caso più favorevole: un governo non-Maduro che sembra controllare l’apparato di sicurezza. Rimane incerta la volontà e la capacità della nuova leadership sotto la presidenza di Delcy Rodríguez di collaborare costruttivamente con gli Stati Uniti su temi quali migrazione, traffico di droga e riforme economiche e politiche. Le narrazioni pubbliche contrastanti da Caracas e Washington sottolineano questa incertezza. Assumendo che tali questioni vengano risolte, valori di recupero elevati sulle obbligazioni richiederebbero un ambiente politico stabile e duraturo, una rapida ripresa della produzione petrolifera e un forte sostegno da parte degli Stati Uniti e di istituzioni internazionali come il FMI.
Al di là del Venezuela, l’impatto diretto su specifici emittenti in valuta forte dei mercati emergenti è probabilmente limitato, dato il prolungato isolamento del Venezuela dall’economia globale. Con la necessità di aumentare la produzione petrolifera, i beneficiari esterni immediati sono probabilmente le grandi società internazionali di servizi per i giacimenti petroliferi, che hanno già visto un rally delle loro azioni.
Più in generale, ci sono tre impatti principali: una politica estera statunitense più assertiva, un probabile indebolimento del dollaro e potenzialmente prezzi del petrolio più bassi.
La disponibilità dell’amministrazione statunitense ad agire unilateralmente e con decisione per perseguire i propri obiettivi è ora chiara. Ciò aumenta il premio per il rischio per gli avversari degli Stati Uniti e potenzialmente lo riduce per gli alleati. In America Latina, questa dinamica potrebbe influenzare le prossime elezioni in Colombia, Perù e Brasile, dove i candidati favorevoli ai mercati potrebbero beneficiare del percepito sostegno statunitense.
Questa continua azione unilaterale degli Stati Uniti rischia di accelerare la diversificazione dagli asset statunitensi da parte di investitori istituzionali non statunitensi, inclusi fondi pensione, assicuratori, fondi sovrani e banche centrali. Questo spostamento guidato dai flussi potrebbe contribuire a un ulteriore indebolimento del dollaro USA, che sarebbe di supporto per le valute dei mercati emergenti, le obbligazioni in valuta locale e la dinamica complessiva del debito EM.
I prezzi del petrolio aggiungono un’altra dimensione importante.
Nel breve termine, l’incertezza politica venezuelana e le interruzioni operative potrebbero far salire i prezzi internazionali del petrolio; tuttavia, nel medio termine, una transizione di successo che consenta un recupero sostenuto della produzione venezuelana potrebbe agire come un tetto ai prezzi del petrolio. Sebbene la produzione impiegherebbe anni per tornare ai picchi storici, aumenti incrementali annuali di 150.000–300.000 barili al giorno sono plausibili. Questa dinamica potrebbe avere implicazioni fiscali per esportatori e importatori di petrolio nei mercati emergenti, oltre a implicazioni geopolitiche più ampie, come una maggiore flessibilità della politica statunitense nel trattare con Russia e Iran.
Nel disomogeneo universo dei bond emergenti, quali titoli potrebbero beneficiare di un’ulteriore riduzione dello spread nel corso del 2026?
Con questo scenario di fondo, vediamo diversi punti di forza significativi per l’anno a venire. Sebbene gli spread creditizi siano bassi, il debito in valuta forte è attraente rispetto ai suoi pari nei mercati sviluppati e si prevede che sovraperformerà. Nel frattempo, con fondamentali già solidi, un indebolimento del dollaro USA rappresenta un eccellente vento a favore per il debito e le valute locali dei mercati emergenti.
Nel credito, alcuni governi con rating high yield in regioni come Africa e America Latina offrono buon valore, poiché il calo macroeconomico dovrebbe rimanere di supporto, e nel settore corporate i nomi high yield appaiono attraenti rispetto ai pari dei mercati sviluppati. Più in generale, situazioni sovrane stressate che si avviano verso una risoluzione — con il Venezuela come esempio più evidente — potrebbero offrire potenziali rialzi anche se gli spread aggregati dei mercati emergenti restano vicino ai minimi storici.
Nel debito e nelle valute locali, il materializzarsi di un indebolimento del dollaro USA sta aiutando un quadro già positivo. In questo ampio contesto favorevole, ci sono diversi casi particolarmente attraenti. Messico, Brasile e Sudafrica mostrano tutti una combinazione interessante di fondamentali in miglioramento, rendimenti elevati e l’atteso inizio di un ciclo di allentamento.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

