Il segmento investment grade ha mostrato una buona tenuta in presenza di fattori avversi. JP Morgan Asset Management

Sebbene l’andamento contrastante dei dati macroeconomici e l’incertezza sulle decisioni che assumeranno le Banche Centrali nelle ultime due riunioni del 2023 abbiano accentuato la volatilità dei tassi, il segmento Investment Grade ha mostrato una buona tenuta.

Fondamentali
In questa fase del ciclo economico, la salute delle imprese rimane buona. La stagione degli utili del terzo trimestre, ora in pieno svolgimento, segnala che i profitti hanno mantenuto la dinamica positiva del T2 e che i maggiori ricavi sono in particolare dovuti all’aumento dei prezzi. Negli Stati Uniti le politiche di stimolo hanno prodotto effetti positivi, ma nei prossimi mesi Europa e Regno Unito potrebbero andare incontro a maggiori difficoltà economiche tra cui un rallentamento della crescita dei volumi e pressioni inflazionistiche sul versante dei costi. A livello settoriale, sanità, commercio al dettaglio e media hanno registrato performance interessanti, con utili superiori a quelli del 2022.

Valutazioni quantitative

Negli ultimi mesi, considerato il restringimento degli spread – soprattutto se si confrontano i livelli attuali con le medie storiche – gli investitori hanno ritenuto meno interessanti le società Investment Grade. Tuttavia, di recente le valutazioni hanno reagito all’accentuata volatilità e nel corso del mese gli spread si sono allargati: negli Stati Uniti, i differenziali di rendimento sono aumentati di 8 punti base (pb) risalendo a 124 pb, che è lo spread medio rettificato per le opzioni implicite degli ultimi 10 anni. In Europa e nel Regno Unito, la media decennale è rispettivamente di 121 e 148 pb a fronte di livelli correnti che si collocano nell’ordine, a 160 pb e a 169 pb. Riteniamo che le attuali valutazioni per queste due regioni rappresentino un interessante punto d’ingresso per realizzare extra rendimenti positivi su un orizzonte temporale di sei mesi. Nelle ultime settimane il settore che ha ottenuto i risultati peggiori è stato quello finanziario che oggi ha valutazioni più basse di quelle registrate ad aprile 2023 in seguito ai problemi che hanno investito il sistema bancario regionale.

Fattori tecnici

Curiosamente, mentre la volatilità è notevolmente aumentata a livello di tassi (indice MOVE) e di titoli azionari (indice VIX), si mantiene ancora bassa nei mercati del rischio rispetto agli intervalli di medio termine. Dal lato della domanda, nei mercati del rischio i flussi sono tornati di nuovo negativi poiché, data l’incertezza degli investitori sulle prospettive macroeconomiche, i capitali si sono spostati dai mercati emergenti e del credito verso i fondi di titoli di Stato. Negli Stati Uniti, da inizio mese nel segmento del credito Investment Grade i deflussi sono stati determinati per lo più dagli ETF a breve termine, mentre nei fondi comuni d’investimento l’attività è stata più contenuta. In Europa e nel Regno Unito le dinamiche dei deflussi sono state simili. Nel Vecchio Continente, da inizio mese le emissioni nette sono state negative – escludendo scadenze e cedole – ed è probabile che tale dinamica prosegua, sostenendo il quadro tecnico dal lato dell’offerta. Nel complesso, il posizionamento di mercato odierno appare più chiaro in quanto le allocazioni al rischio si sono alquanto ridotte e rappresentano potenzialmente un buon punto d’ingresso in termini tecnici.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?

Grazie ai fondamentali solidi, alle migliori valutazioni e a fattori tecnici più che accettabili, continuiamo a guardare alle obbligazioni Investment Grade. Privilegiamo titoli a breve scadenza e di alta qualità. Tuttavia, desideriamo sottolineare che è importante monitorare attentamente l’andamento dei dati macroeconomici che potrebbero incidere sull’attività delle Banche Centrali e, per estensione, sulle condizioni creditizie cui le aziende sono esposte.


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Redazione

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