Nonostante le minacce rappresentate dal coronavirus, nelle ultime due settimane il mercato ha continuato ad acquistare titoli di Stato italiani (BTP).

Tim Graf, responsabile macro strategy per l’area EMEA di State Street, commenta così l’impatto dell’epidemia sul rischio di credito italiano.

“È logico supporre che i movimenti dei titoli obbligazionari italiani nelle ultime 48 ore stiano attribuendo un certo grado di rischio di credito a questi asset. Visto che in questo periodo i credit default swap (CDS) a cinque anni sono di circa 10 punti base più ampi”.

“È ragionevole pensare che il timore che il virus si diffonda in un paese europeo richieda un certo repricing, anche se ultimamente il momentum di mercato ha supportato notevolmente i BTP”.

“Di conseguenza potrebbe trattarsi in ugual misura sia di un’inversione di una tendenza recente sia di un repricing. Anche in questo caso, il repricing del credito non sarà drammatico, ma costituirà un nuovo fattore di rischio che non era contemplato in precedenza”.

“Per esempio i credit default swap italiani a cinque anni si sono ridotti di oltre 60 punti base nell’ultimo anno, quindi questo è solo una leggera correzione di una mossa molto più grande”.

Tim Graf, responsabile Macro Strategy per l'area EMEA di State Street sui Btp
Tim Graf, responsabile macro strategy per l’area EMEA di State Street

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Redazione

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