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Cambio Euro/Dollaro torna a 1,20

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Cambio Euro/Dollaro torna a 1,20

L’agenda macro di oggi prevede in mattinata gli indici PMI servizi di Italia,
Francia, Germania e dell’intera Eurozona. Dalla zona euro in arrivo anche i prezzi
alla produzione. Nel pomeriggio dagli Stati Uniti giungeranno il sondaggio ADP
sull’occupazione nel settore privato per il mese di aprile, in anticipo ai dati sul
lavoro di venerdì, e l’indice Ism non manifatturiero. A livello societario, oggi sono
attesi i conti di Stellantis e Intesa Sanpaolo. Debutto all’MTA di Borsa Italiana
del titolo Seco.

La segretaria del Tesoro Usa Janet Yellen ha dichiarato ieri che i tassi d’interesse
degli Stati Uniti potrebbero dover aumentare per evitare che l’economia si
surriscaldi con l’entrata in vigore di altri programmi d’investimento economico
voluti dal presidente Biden. Poco dopo però, in scia al pesante sell-off dei titoli
tecnologici sulla piazza Usa e all’aumento dei tassi dei Treasuries sulla parte
lunga della curva, la stessa Yellen ha corretto il tiro affermando di non vedere
problemi legati all’inflazione.

Sul tema, finora, il presidente della Fed Powell ha detto che il mercato del lavoro non si trova ancora nella situazione in cui dovrebbe essere per poter iniziare a parlare di ‘tapering’.

Dall’incontro dei ministri del G20 sul turismo, il premier Draghi ha dichiarato ieri
di sperare che le attività in Italia riaprano entro metà maggio, invitando gli
stranieri a prenotare le vacanze nel Paese e dicendo di essere pronto a introdurre
il cosiddetto ‘green pass’ per i viaggi da metà maggio, prima del resto d’Europa.
Sul fronte politico italiano, mentre è atteso in Senato oggi il decreto Sostegni,
Roma sta valutando di estendere fino alla metà del 2022 le agevolazioni fiscali
che dovrebbero spronare le fusioni nel settore bancario.

Il dollaro cerca di ampliare il rally visto ieri, in un clima di minor appetito per il
rischio in scia al dibattito sul rialzo dei tassi Usa e al sell-off dei titoli tech. Il
cambio euro/dollaro vale 1,20, dollaro/yen a 109,34 ed euro/yen a 131,39.

Prezzi del petrolio in rialzo stamane dopo che i dati Api hanno certificato un
calo delle scorte settimanali Usa decisamente superiore alle attese. In arrivo oggi
i dati sulle scorte EIA. Il futures sul Brent guadagna lo 0,80% a USD 69,50 il
barile, stessa percentuale al Nymex per il Wti Usa a USD 66,20.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 15 bp a 170,51, il Btp future
perde 2 bp a 147,66. Lo spread Btp/Bund riparte da 105 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,82%. Attesa per oggi l’operazione di riacquisto
annunciata lunedì dal Tesoro. Nel buyback, che utilizzerà le disponibilità di
cassa, il Tesoro riacquista 4 titoli con scadenza nel 2021.

Apertura in rialzo per le borse europee, con i principali indici EU e Piazza
Affari che registrano guadagni entro un punto percentuale nelle prime battute.
In rialzo al momento tutti i titoli dell’indice FTSE MIB, in particolare Campari,
Exor, STM, Tenaris, CNH Industrial, ENI, Leonardo, Saipem e Stellantis.

Anche oggi la Borsa di Tokyo e quelle cinesi sono rimaste chiuse per festività
e gli scambi riprenderanno regolarmente domani. Gli altri listini dell’area Asia Pacifico si muovono in ordine sparso stamane, con Hong Kong in calo dello
0,50%, Seoul guadagna lo 0,64% mentre Sydney ha terminato in rialzo dello
0,39%. Gli investitori rimangono incerti in attesa dei dati sul mercato del lavoro
negli Stati Uniti, in uscita venerdì. La maggior parte delle indicazioni macro
indica un miglioramento delle condizioni economiche, ma si teme anche un
possibile aumento dell’inflazione.

Wall Street ha chiuso debole ieri, pur recuperando lievemente nel finale, dopo
i buy con cui ha inaugurato la prima sessione di maggio grazie all’ottimismo
sulla riapertura dell’economia Usa, che ha portato i trader a riposizionarsi sui
titoli di quelle società che hanno maggiormente pagato lo scotto del lockdown
da Covid. Il Dow Jones si è salvato riuscendo ad avanzare dello 0,06%, lo S&P
500 ha ceduto lo 0,69% mentre il Nasdaq ha perso l’1,88%. Le vendite hanno
colpito soprattutto i titoli hi-teh, in particolare Apple (-3,54%), Tesla (-1,65%)
e Alphabet (-1,55%). Positivo invece il titolo Pfizer, in crescita dello 0,30%
dopo che il colosso farmaceutico americano ha pubblicato una trimestrale
sopra le attese anche grazie alla vendita del suo vaccino anti-Covid. United
States Steel chiude in rialzo del 7,90% grazie ad un upgrade di Credit Suisse.

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