Cina: dati macro peggiori delle attese

Apertura in calo per le borse europee. Prezzi del petrolio in calo. L’agenda macro di oggi prevede l’arrivo del dato sull’inflazione e il debito pubblico in Italia. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Dopo i dati della Cina, giunti nella notte, e l’aggiornamento sul mercato del
lavoro in Gran Bretagna, l‘agenda macro di oggi prevede l’arrivo del dato
sull’inflazione e il debito pubblico in Italia a metà mattina. Da segnalare, la
parziale ripresa del mercato immobiliare italiano nel 2021 con i prezzi delle
case che, secondo uno studio Nomisma, dovrebbero ritornare vicini ai livelli prepandemia o segnare al massimo una contrazione pari al 4%. Nel pomeriggio
dagli Stati Uniti in arrivo le richieste settimanali di sussidi alla
disoccupazione, l’indice Philadelphia Fed e la produzione industriale. Jerome
Powell, numero uno della Federal Reserve, presenterà alla Camera il rapporto
semestrale sulla politica monetaria. Infine, si segnala la pubblicazione del
rapporto mensile sul mercato del petrolio da parte dell’Opec.

Nel Regno Unito, l‘ONS e l’ILO rendono noto che nel trimestre marzo-maggio il
tasso di disoccupazione si e’ attestato al 4,8%, superiore alla rilevazione
precedente e alle attese, entrambe pari a 4,7%. A giugno il numero di persone
che hanno richiesto sussidi di disoccupazione e’ diminuito di 114.700 unita’.
Inoltre, nel trimestre marzo-maggio l’Indice di retribuzione media con bonus è
cresciuto del 7,3% risultando superiore alla rilevazione precedente e alle attese.
Lo stesso indice, calcolato escludendo i bonus, e’ cresciuto del 6,6% da +5,6%
della rilevazione precedente.

Il cross euro/dollaro è a 1,1843, in rialzo di 0,03%; il cambio euro/yen è a
130,01 mentre il dollaro contro yen scambia a 109,86.
Secondo una fonte dell’organizzazione, l‘Arabia Saudita e gli Emirati arabi
uniti avrebbero raggiunto un accordo che potrebbe sbloccare lo stallo
sull’aumento dei livelli di produzione. Una decisione ufficiale deve essere ancora
comunicata, mentre i futures sul greggio hanno gia’ iniziato a scendere. I futures
sul Brent scambiano in calo dello 0,92% a USD 73,80 il barile, mentre al Nymex
il Wti Usa è in calo dell’1,10% a USD 72,07.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in rialzo di 19 bp a 174,53, il Btp
future cede 1 bp a 152,95. Lo spread Btp/Bund riparte da 104 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale allo 0,69%. Si attivano sul segmento a
medio-lungo la Francia, che propone Oat fino a EUR 10,5 mld, e la Spagna con
fino a EUR 6 mld in Bonos. Forte l’interesse degli specialist nelle riaperture di ieri
delle aste a medio/lungo di meta’ mese.

Apertura in calo per le borse europee, con Piazza Affari negativa dello 0,64%
in apertura. Negativi anche tutti i principali indici EU. Negativi i titoli bancari
sul Ftse Mib insieme a tutti gli altri titoli. I peggiori sono Exor, Nexi, Tenaris, ni,
Saipem, Unipol e CNH.

Azionariato asiatico contrastato stamane. L’indice Nikkei 225 della borsa di
Tokyo perde l’1,15% mentre Hong Kong guadagna l’1,05%. Positiva anche
Shanghai a +1,% insieme a Seoul che guadagna lo 0,66%. Negativa invece
Sidney a -0,26%. Sul fronte macro, l’economia cinese è cresciuta un po’ più
lentamente del previsto con il Pil che si è espanso del 7,9% nel trimestre
aprile-giugno da un anno prima, al di sotto dell’8,1% ipotizzato dagli analisti.
Segnali di arresto arrivano anche dalla produzione industriale che segna in
giugno un +8,3% dall’8,8% di maggio, pur posizionandosi al di sopra del
consensus. Le vendite al dettaglio totalizzano sempre a giugno un +12,1% su
anno, dall’11% atteso e dal +12,4% di maggio.

Wall Street chiude mista, con il Dow Jones Industrial Average che ha
guadagnato lo 0,13% e l’S&P 500 in rialzo dello 0,12%. Peggiore dei tre
principali indici il Nasdaq, unico in negativo con un declino dello 0,22%. Tra gli
undici dell’S&P 500 in positivo Real Estate, Technology e Consumer
Discretionary che con un progresso dello 0,92% ha segnato la migliore
performance. Crollo del 2,94% invece per l’Energy, dopo che l’International
Energy Agency aveva lanciato l’allarme sulla prospettiva di un crescente
deficit dell’offerta di greggio se l’Opec+ non riuscisse a raggiungere un
accordo sulla produzione. Sul fronte corporate, la tornata di trimestrali dei
colossi bancari Usa continua a presentare criticità: come già evidenziato da Jp
Morgan Chase e Goldman Sachs la crescita dell’attività di trading che aveva
sostenuto il business ora sta calando.

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