
Non bisogna aspettarsi grandi spinte dal restringimento degli spread. Il carry e la selezione dei titoli faranno la differenza. Simone Pecoretti, senior portfolio manager di Fideuram Asset Management SGR
Quanto valore c’è ancora negli high yield bond? Ritenete che le cedole e il potenziale apprezzamento derivante dal restringimento degli spread siano in grado di compensare i rischi di default?
A 390 punti base di spread (indice Global HY di ICE BofA) siamo poco distanti dai livelli spread di inizio 2020, pre-pandemia, livelli già di per sé storicamente compressi che già in sé anticipano una riduzione decisa dei tassi di default.
Vi è ad oggi una certa dispersione sulle attese di default per il 2021; Fitch attende il tasso di default attestarsi in Usa in un intorno del 3.5%, mentre Moody’s lo stima in un intorno del 4.7% annuo, dopo un picco nel primo semestre.
Il contesto ciclico di ripresa, le condizioni di liquidità abbondante e l’attesa di tassi di politica monetaria stabili per un protratto periodo di tempo rimangono fattori di supporto all’asset class ma lo spazio per un’ulteriore compressione degli spread risulta pertanto a nostro avviso limitato.
I ritorni dovrebbero quindi derivare principalmente dal carry dei titoli che, date le previsioni di default, dovrebbero più che compensare eventuali perdite offrendo quindi extra return rispetto al risk free rate pur con maggiore volatilità e minore liquidità.
A livello di fondamentali i livelli di leverage del settore appaiono in media elevati ma i bassi tassi di finanziamento continuano a tenere in generale sotto controllo l’indice di copertura della spesa per interessi, da osservare poi come il fenomeno dei fallen angels abbia quest’anno portato ad un innalzamento del rating medio degli indici HY globali pur in un contesto recessivo.
In quali aree geografiche e settori state individuando le emissioni HY più interessanti da inserire nei vostri portafogli? Meglio gli HY bond Usa o quelli area euro?
Non vediamo i presupposti per una forte preferenza tra HY Usa o Europei esprimiamo invece una preferenza verso le obbligazioni finanziarie subordinate e Coco sulle quali riteniamo vi sia ancora spazio per compressione degli spread con un minor rischio di credito.
I fattori di rischio principali per l’asset class sono di natura ciclica, legati a possibili nuove mutazioni del virus che potrebbero ridurre l’efficacia dei vaccini rallentando la fase di riapertura dell’economia, bisognerà poi valutare l’evoluzione del supporto pubblico alle aziende, soprattutto in Europa.
Ci aspettiamo a tendere un atteggiamento più selettivo nel supporto pubblico come già emerso nelle proposte avanzate nel report pubblicato lo scorso dicembre dal Group of 30 e questo dovrebbe portare ad una maggiore dispersione nei return sui diversi settori. In generale, per i motivi sopra elencati, non riteniamo gli High Yield l’asset class con il migliore rapporto rischio/rendimento per investire nel tema del recupero ciclico preferendo a questa l’esposizione azionaria.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.


