Continua l’inchiesta di Fondi&Sicav, ecco le testimonianze dirette dei bancari che sono diventati consulenti. Il contributo di Gilberto Bassi, consulente finanziario di Copernico Sim.
Qual è la sua storia come bancario? Qual è stato il motivo che l’ha spinta a lasciare uno dei più classici lavori sicuri per entrare in un’attività di tipo imprenditoriale e, di conseguenza, non sicura?
«Ho iniziato a lavorare in banca come dipendente nel 1993: in 13 anni ho acquisito una valida esperienza e ho capito che la mia maggiore passione era legata al mondo degli investimenti. Nel 2006 le pressioni commerciali sempre più forti e i segnali evidenti della fine di un’era nel mondo bancario mi hanno indotto a cercare altre strade per la mia crescita professionale, portandomi a fare il consulente finanziario per una banca che si proponeva sul mercato in modo innovativo e distintivo. Poi è arrivato il meteorite Lehman Brothers e la banca con cui collaboravo ha gradualmente cambiato strategia, decidendo di mettersi in competizione con le grandi banche retail. I numeri le hanno dato ragione, ma tra la mia idea di sviluppo professionale e il loro modello di business non c’era più convergenza».
È riuscito a passare agevolmente a uno stile di lavoro completamente diverso? Come è avvenuto l’inserimento da parte della società in cui è andato a lavorare?
«È servito qualche mese di rodaggio per raggiungere la piena autonomia organizzativa alla quale non ero abituato e ho trovando supporto nella struttura manageriale».
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Redazione
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