La storia insegna che le epidemie tendono ad avere effetti a breve termine su economie e mercati, ma permangono grandi incertezze sul coronavirus. Tiffany Wilding e Nicola Mai, rispettivamente economista US e responsabile della ricerca sul credito sovrano in Europa di Pimco

La paura delle ricadute ha smosso molto i mercati, ma mentre è probabile che le economie rallentino – drammaticamente in alcune zone – la crescita dovrebbe riprendersi dopo che l’epidemia si sarà attenuata.

Tuttavia, in questa fase c’è una grande incertezza. Rimane la possibilità di una contrazione più acuta del previsto in Cina e gli esperti prevedono che la diffusione del virus potrebbe peggiorare prima che migliori. La Cina è il Paese che sta soffrendo maggiormente.

Più le quarantene saranno lunghe, più deprimeranno l’attività economica cinese e maggiori saranno i costi economici. Le aziende più inizieranno a soffrire e questo potrebbe riversarsi sui mercati finanziari, inasprire le condizioni finanziarie e aggravare la debolezza economica. Poiché la Cina rappresenta attualmente circa il 25% dell’attività manifatturiera globale, le conseguenze saranno avvertite in tutto il mondo. È sia uno shock di domanda che di offerta. Per la maggior parte dei Paesi, le esportazioni in Cina subiranno un colpo diretto. La caduta della domanda cinese di materie prime ha già portato a una riduzione dei prezzi dei metalli industriali e del petrolio.

In Cina, Pimco stima che la crescita del PIL reale del primo trimestre potrebbe ridursi del 6% (a un tasso trimestrale annualizzato), il che rappresenta un calo della crescita su base annua del 3%.


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Redazione

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