Dollaro ai massimi da tre mesi contro l’euro

Apertura in calo per le borse europee. Attesa la riunione di politica monetaria della Bce della prossima settimana. L’agenda macro di oggi ha visto arrivare l’aggiornamento sull’inflazione in Uk. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi ha visto arrivare l’aggiornamento sull’inflazione nel
Regno Unito; i prezzi al consumo inglesi a giugno salgono dello 0,5% su mese
e del 2,5% su anno contro attese pari rispettivamente a 0,2% e 2,2%. Nello
stesso mese i prezzi al dettaglio segnano +0,7% congiunturale e +3,9%
tendenziale, a fronte di un consensus che convergeva su rialzi di 0,3% e 3,4%.

Dall’eurozona si guarda alla pubblicazione del dato sulla produzione
industriale di maggio. Da oltreoceano, in arrivo i dati sui prezzi alla
produzione di giugno e quelli sulle scorte settimanali di prodotti petroliferi
EIA. Per la stagione delle trimestrali Usa, partita ieri con JP Morgan e Goldman
Sachs, oggi sarà la volta di BofA e Citigroup alzare il velo sui conti del secondo
trimestre 2021.

Sul fronte delle banche centrali, in agenda nel primo pomeriggio un intervento
del ‘falco’ Isabel Schnabel, mentre il mercato aspetta la riunione di politica
monetaria della prossima settimana dopo che a giugno si è aperto il dibattito
sul ‘tapering’. Focus nel tardo pomeriggio sull’audizione del presidente Jerome
Powell al Congresso sul rapporto semestrale di politica monetaria, dopo che ieri
i dati hanno fotografato a giugno il maggiore rialzo dei prezzi al consumo Usa in
13 anni, con un +0,9% congiunturale dopo il +0,6% di maggio e contro attese
che si fermavano a +0,5%.

Dollaro ai massimi da tre mesi contro l’euro, con gli investitori che
scommettono su una politica meno accomodante della Fed. ‘Kiwi’ in rally dopo la
mossa della banca centrale neozelandese. Il cross euro/dollaro è a 1,1790, in
rialzo di 0,10%; il cambio euro/yen è a 130,25 mentre il dollaro contro yen
scambia a 110,49.

I futures sul Brent scambiano in calo dello 0,07% a USD 76,36 il barile, mentre
al Nymex il Wti Usa è in calo dello 0,29% a USD 75,16.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 19 bp a 173,93, il Btp future
cede 8 bp a 152,82. Lo spread Btp/Bund riparte da 101 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,71%. Ieri l’asta a medio-lungo, in cui il Tesoro
ha collocato il massimo dell’offerta pari a EUR 9 mld, ha visto rendimenti ai
minimi da aprile e gennaio rispettivamente per i titoli a 7 e 15 anni e tasso
invece in lieve rialzo per il nuovo 3 anni. Prosegue poi una settimana intensa sul
primario: stamani la Germania mette a disposizione EUR 4 mld in Bund a dieci
anni, e il Portogallo offre fino a EUR 1 mld nei titoli ottobre 2030 e aprile 2037.

Apertura in calo per le borse europee, con Piazza Affari negativa dello 0,20%
in apertura. Negativi anche tutti i principali indici EU. Negativi i titoli bancari
sul Ftse Mib insieme a tutti gli altri titoli. Positivi solo Azimut, Telecom Italia,
STM, Tenaris e Recordati.

Borse asiatiche in calo stamane. L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo
perde lo 0,38%, Hong Kong lo 0,70% e Shanghai è in calo dello 0,96%. Negativa
anche Seoul in flessione dello 0,20% mentre Sidney è l’unica positiva a
+0,30%. Sul fronte macro, dal Giappone è arrivato l’indice che misura la
fiducia della manifattura, che si attesa a 25 pts da 22 del mese scorso. Con la
revisione la produzione industriale a maggio registra una flessione del 6,5% su
mese e un rialzo del 21,1% su anno da -5,9% e +19% rispettivamente. Nello
stesso mese, la capacità di utilizzo degli impianti cala del 6,8% su mese da
+1,1% ad aprile. La Reserve Bank of New Zeland ha invece annunciato a
sorpresa una riduzione dello stimolo, mantenendo invariato il tasso di
interesse ufficiale a 0,25%.

Wall Street chiude in negativo in scia al dato sull’inflazione Usa e alla
partenza della tornata di trimestrali per la Corporate America. Il Dow Jones
Industrial Average ha perso lo 0,31%; peggiore dei tre principali indici
newyorkesi martedì è stato ancora il Nasdaq, con un declino dello 0,38%.
Ribasso dello 0,35% invece per l’S&P 500. Tra gli undici sottoindici che
compongono l’S&P 500 dieci hanno registrato perdite, con le performance
peggiori arrivate proprio da Financials e da Energy e Materials. Jp Morgan
Chase & Co. e Goldman Sachs, prime a cimentarsi con le trimestrali, hanno
registrato un rimbalzo dell’utile ma i loro risultati hanno evidenziato come le
tendenze che le avevano sostenute durante la pandemia si stiano esaurendo
senza che ci sia una chiara indicazione su quale possa essere il prossimo driver.

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