La storia insegna che le sottoperformance del comparto sono state accompagnate da forti rialzi quando il ciclo di crescita si stabilizza. Intervista a Antonio Trabocchi, equity fund manager at Wellington Management

Come si sono comportate le small cap europee in questa difficile fase di mercato e quali scelte di portafoglio (per paesi, settori etc) avete messo in atto per fa fronte alla situazione?

Il deterioramento del contesto esterno, unito all’aumento della pressione inflazionistica, ha creato la tempesta perfetta per le small cap del mercato europeo, che da inizio anno perdono oltre il 30%, con una sottoperformance rispetto all’azionario europeo large cap simile ai livelli registrati durante la crisi finanziaria del 2008. Le small cap, percepite come più sensibili dal punto di vista economico e meno liquide, tendono a essere più volatili nel breve termine in determinate condizioni di mercato. La volatilità del 2022 ha creato uno di questi episodi, in quanto gli investitori hanno cercato rifugio in titoli ritenuti più difensivi. L’orientamento verso le società a grande capitalizzazione dei settori più performanti di quest’anno, come l’energia e i servizi di pubblica utilità, ha aggravato ulteriormente questa sottoperformance.

La volatilità del mercato ci ha permesso di approfittare di punti di ingresso interessanti, in quanto anche i titoli di alta qualità sono stati venduti indiscriminatamente. Abbiamo aggiunto titoli ciclici, concentrandoci su società con una bassa leva finanziaria che sono leader nei loro settori e hanno un management forte con un solido track record di gestione della propria azienda. Tra gli esempi ritroviamo i titoli finanziari, che beneficiano di tassi d’interesse più elevati, e l’esposizione a società che si avvantaggiano della forte spinta legata ai temi di indipendenza energetica, modernizzazione dei servizi alla difesa e digitalizzazione dell’economia. Le allocazioni settoriali e geografiche tendono a essere il risultato della nostra selezione di titoli bottom-up e la nostra attenzione rimane sulle società di alta qualità che godono di bilanci solidi.

 

A vostro avviso, quali condizioni dovrebbero materializzarsi per consentire alle quotazioni delle small cap del Vecchio Continente di risalire la china nel corso dei prossimi anni?

Le small cap europee continueranno probabilmente a lottare con le pressioni macro e recessive che dominano la regione. L’esatta profondità e la durata del periodo di difficoltà economica non sono chiare e dipendono da vari fattori esogeni, come la riapertura della Cina dopo il COVID, la guerra in Ucraina e le implicazioni che questi fattori hanno sulle catene di approvvigionamento globali.

Oltre all’allentamento delle condizioni globali, siamo alla ricerca di una stabilizzazione dell’inflazione e dei cicli dei tassi come segnali per la ripresa delle small-cap europee. Notiamo che l’ultima volta che le small cap europee hanno sottoperformato a questo livello (nel 2008) è stata seguita da un decennio di sovraperformance. Poiché le small cap reagiscono in genere più rapidamente e con maggiore forza alla ripresa economica, riteniamo che questa classe d’investimento dovrebbe essere positivamente orientata ad offrire rendimenti migliori a lungo termine. Le valutazioni delle small cap, in termini assoluti, sono ora inferiori ai livelli della pandemia e della crisi del debito europeo del 2011-2012. Dato il momento avverso, continuiamo a concentrarci sulla selezione dei titoli bottom-up per privilegiare i driver idiosincratici nelle small cap europee di alta qualità e osserviamo attentamente le revisioni degli utili per individuare potenziali cambi di direzione.


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.