Macro review

Al momento gli investitori sono focalizzati su alcuni timori principali: il ritorno dell’inflazione, anticipato dal comportamento dei rendimenti dei titoli di Stato. E le tensioni geopolitiche esplose tra Usa e Russia.

La riunione del Fomc si è conclusa, come atteso, senza modifiche alle indicazioni di politica monetaria, nonostante significative revisioni verso l’alto dello scenario economico. Il grafico “dot plots” indica ancora che i tassi non si muoveranno prima del 2023, mentre l’inflazione non preoccupa il Board.

Nel frattempo gli Stati Uniti sembrano in grado di vincere la sfida dei vaccini con circa il 30% della popolazione che ha già ricevuto almeno una dose, mentre su questo fronte l’Europa, nel pieno della terza ondata, è in affanno.

Continua il forte recupero dell’economia cinese con i dati dei primi due mesi 2021 di produzione industriale e vendite al dettaglio nettamente superiori al consenso.

Azioni

Settimana contrastata per i listini azionari con Wall Street frenata dai titoli tecnologici e dalla decisione della Fed di non estendere l’allentamento temporaneo dei requisiti di capitale per le grandi banche, annunciato un anno fa per contrastare gli effetti della pandemia di Coronavirus.

In Europa in forte rialzo il comparto dell’auto sulla svolta elettrica di Bmw e VW.

Obbligazioni

E’ continuato l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato Usa con il decennale balzato all’1,75%, livello massimo in 14 mesi. Mentre quello del trentennale ha superato il 2,5% per la prima volta dall’agosto 2019.

Valute e materie prime

Nel weekend si è assistito al crollo della Lira turca, arrivata a perdere fino al 17% contro Euro e Usd, dopo la mossa a sorpresa del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha deciso di sostituire il numero uno della banca centrale, Naci Agbal, dopo alcuni giorni dal nuovo aumento dei tassi di interesse al 19% per contenere l’inflazione.

Il brusco calo del petrolio è stato causato dai timori sulla domanda provocati dal rallentamento delle campagne di vaccinazione in Europa, dal rafforzamento del dollaro, dall’aumento delle scorte statunitensi e per le tensioni tra Stati Uniti e Russia.

Ha inoltre pesato l’ennesimo attacco con droni da parte dei ribelli yemeniti a un impianto di raffinazione saudita. La Banca centrale della Russia ha aumentato i tassi dello 0,25% portandoli al 4,5%, aprendo alla prospettiva di ulteriori aumenti nelle prossime riunioni.

La Bank of England ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,1%, oltre a confermare l’ammontare del programma QE da 895 miliardi. Stabile sui recenti livelli record il Bitcoin dopo la decisione di Morgan Stanley di dare accesso alla sua clientela a tre fondi che investono in criptovalute.

Outlook

Il focus sarà giovedì sul dato finale del Pil Usa per il 4° trimestre. In settimana in arrivo le stime preliminari sugli indici dei direttori agli acquisti (PMI) di marzo per Giappone, Regno Unito, Eurozona e Stati Uniti.

Commento ai dati della settimana a cura di Marco Vailati, Responsabile Ricerca Investimenti

EUROZONA: le attese di crescita degli operatori finanziari migliorano, grazie a vaccini e borsa, ma la realtà resta critica (immatricolazione e indici prezzi).

In settimana: le aspettative degli operatori finanziari proseguono il recupero, seppure riducendo il passo del miglioramento, traendo beneficio della diffusione dei vaccini, di cui non riflettono ancora la temporanea sospensione di AstraZeneca, e della salita delle borse. Invece continua il tracollo tendenziale delle immatricolazioni e i Cpi finali confermano le anticipazioni sempre distanti dall’obiettivo della Bce.

STATI UNITI: Fed conferma politica e guidance con miglioramento del ciclo ma la necessità di supportarlo ancora, non preoccupata dal rialzo inflazione e tassi.

In settimana: attività miste (Man. NY al top dal 3/18 ma produzione in calo, seppure da prolungata crescita e a causa maltempo e limitazioni forniture). Vendite in calo non critico (fisiologico pull back da straordinario gennaio e freno per maltempo e attesa assegni nuovo supporto fiscale). Immobiliare in consolidamento per maltempo e tassi. Pausa nel recupero dell’occupazione e del benessere ma fiducia commerciale record per vaccini e supporti. Fed ferma espansiva.

CH: dati tendenziali molto forti per il recupero in corso (produttivo più che di vendite) ma anche facilitati per il confronto con il periodo del primo lockdown.

In settimana: continua e accelera nuovamente la lunga serie con crescita dei prezzi delle case nuove a conferma del supporto monetario al ciclo con i tassi bassi e le agevolazioni ai finanziamenti che fanno da stimolo al settore immobiliare. Accelerazione ai massimi delle serie per la crescita tendenziale della produzione cumulata ytd (già oltre i livelli pre-Covid), delle vendite (non ancora al pre-Covid) e degli investimenti, agevolate dalla facilità della base di confronto.


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Redazione

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