Elezioni italiane: cosa aspettarsi?

L’analisi di Pietro Baffico, european economist di abrdn, in vista delle elezioni politiche di domenica

“Al momento è molto probabile che il prossimo governo italiano sarà una coalizione guidata dal partito di estrema destra Fratelli d’Italia, insieme ai populisti della Lega e al partito più moderato Forza Italia.

Sebbene i partiti di questa coalizione abbiano ammorbidito in modo significativo le posizioni euroscettiche nel corso del tempo, le tensioni con le istituzioni dell’Ue rappresentano un rischio in materia di disciplina fiscale e riforme strutturali. Il governo probabilmente punterà a rivedere l’agenda delle riforme e l’allocazione degli investimenti già concordati nell’ambito del piano Next Generation EU con il governo guidato da Mario Draghi.

La mancata attuazione delle riforme peserebbe però sul potenziale di crescita dell’Italia e aumenterebbe i timori sulla sostenibilità delle sue finanze pubbliche. Pertanto, l’ago della bilancia dei rischi oscilla verso un allargamento degli spread dei titoli di Stato.

Va inoltre considerato uno scenario negativo più grave, quello in cui l’esito delle elezioni potrebbe scatenare una crisi molto più profonda per l’Italia e per i mercati dei titoli di Stato.

Se il governo italiano dovesse mostrarsi palesemente in conflitto con le istituzioni europee, ciò metterebbe a rischio l’erogazione dei fondi europei e potrebbe diventare difficile per la Banca Centrale Europea sostenere il debito pubblico italiano con gli attuali strumenti, innescando i timori di un’altra crisi sovrana europea”.