Emergenti, la Cina può rivelarsi potenzialmente il paese più forte

Intervista a Stephanie Wu, head of global emerging markets equity di HSBC Asset Management

 

Credete che le aspettative di prospettive economiche migliori in molti paesi emergenti contribuiranno ad attenuare il rischio rappresentato dall’aumento dei tassi di interesse globali?
Stephanie Wu

L’outlook di breve periodo per l’azionario emergente resta oscurato dall’elevata volatilità dal momento che gli operatori di mercato iniziano a incorporare un cambiamento di regime caratterizzato da inflazione e tassi di interesse più elevati, accompagnato da una crescita più bassa a livello globale.

Molti mercati emergenti mostrano un’elevata vulnerabilità all’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, con il conseguente rischio dell’introduzione di politiche non convenzionali per contenere la crisi del costo della vita.

È probabile che questa situazione persista fino a quando non verrà fatta maggiore chiarezza sulla traiettoria dei tassi di interesse. E, solo allora, gli operatori di mercato potranno concentrarsi sul sostegno fondamentale che ne deriva. Ad esempio, dalle valutazioni scontate a livelli record rispetto ai titoli azionari globali.

Quali paesi o aree emergenti potrebbero uscire rafforzate in caso di attenuazione o risoluzione delle tensioni geopolitiche in corso?

Nell’universo emergente, la Cina può potenzialmente rivelarsi il paese più forte. In questo caso, il rallentamento della crescita economica può essere attribuito a questioni interne. Che vanno dalla politica zero-Covid e le relative restrizioni alla mobilità, alla continua incertezza del mercato immobiliare dovuta alle ristrettezze di liquidità.

Al contempo, l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime ha avuto un impatto inflazionistico minore. E i policymaker dispongono di strumenti per allentare la pressione ciclica per sostenere la crescita economica e sembrerebbero intenzionati a metterli in campo.

Al di fuori dall’Asia, l’Africa subsahariana presenta buone opportunità di investimento, l’ultima grande frontiera di investimento al mondo. Alcune tematiche come l’inclusione finanziaria e digitale, l’istruzione e il comparto healthcare sono ancora poco tenute in considerazione quando si tratta di investimenti. E, di conseguenza, il settore privato può far leva su questi segmenti meno serviti dalle istituzioni. Con una popolazione giovane ed esperta di tecnologia è estremamente probabile che l’Africa possa accelerare la curva dello sviluppo a patto che il capitale venga impiegato in modo efficace.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.