Ue, conclusa prima classificazione ESG al mondo

La tassonomia Ue è uno strumento per aiutare gli investitori a valutare se un’attività economica è sostenibile dal punto di vista ambientale e orientata alla transizione verso un’economia a basse emissioni.

la francaise AM sul segmento high yield Stabilire un linguaggio comune fra investitori, emittenti, promotori dei progetti e legislatori aiuta a valutare se gli investimenti soddisfano standard ambientali elevati e sono in linea con obiettivi di policy ambiziosi, come quelli fissati dall’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico.

Nel dicembre 2019 la Commissione europea ha presentato il Green Deal europeo, un quadro comprensivo e un programma d’azione per trasformare l’economia del continente. Una componente chiave del Green Deal è la proposta di una “Climate Law” che comprenda un impegno legalmente vincolante per l’Unione di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

L’Ue ha dato vita ad una strategia più ambiziosa sull’adattamento al climate change, partendo dalle proposte del 2013: gli obiettivi chiave attuali comprendono un taglio delle emissioni di gas serra pari o superiore al 40% (rispetto ai livelli del 1990), un’incidenza delle energie rinnovabili pari o superiore al 32% e un miglioramento dell’efficienza energetica pari o superiore al 32,5% – anche se sono allo studio obiettivi ancora più ambiziosi.

Processo di classificazione giunto allo stadio finale

Fra gli altri componenti essenziali del Green Deal vi sono le strategie e le azioni per fornire energia pulita, a un prezzo accessibile, per tutelare la biodiversità, per azzerare l’inquinamento e per produrre cibo in modo sostenibile. Questi macro obiettivi vengono approcciati attraverso politiche connesse alla finanza e all’economia reale, nei settori pubblico e privato.

L’adozione della Tassonomia, a giugno 2020, ha segnato lo stadio finale del processo legislativo per creare la prima classificazione verde al mondo delle attività economiche sostenibili.

Riorientando gli investimenti del settore privato verso le tecnologie e le attività economiche verdi, questa legislazione servirà da guida perché l’UE possa raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Essa trasforma il Green Deal europeo in una roadmap percorribile per gli investitori per essere in linea con gli obiettivi del COP 21 e punta a de-carbonizzare i settori ad alte emissioni e far crescere i settori a basse emissioni.

Tassonomia Ue: impatto enorme per investitori e aziende

La tassonomia UE è uno degli sviluppi più significativi nel campo della finanza sostenibile e avrà implicazioni di vasta portata per gli investitori e per le aziende non solo nell’Unione ma in tutto il mondo.

Per essere inclusa nella Tassonomia Ue proposta, un’attività economica deve contribuire in modo sostanziale ad almeno un obiettivo ambientale e “non nuocere in modo significativo” agli altri cinque obiettivi ambientali elencati nella proposta di legge.

ue tassonomia

La tassonomia include tre livelli di attività verdi che possono essere allineati a tale classificazione:

  • Il primo e più ovvio livello comprende le attività che sono già a basse emissioni, come quelle connesse alle energie rinnovabili
  • Il secondo livello comprende le attività che consentono la riduzione delle emissioni in altre attività, come ad esempio la manifattura di componenti essenziali per la produzione di energia rinnovabile (“attività abilitanti”).
  • Il terzo livello include attività che oggi non sono a basse emissioni, e per cui potrebbero non esistere ancora le tecnologie richieste, ma che possono effettuare una transizione per diventare verdi in futuro, come la mobilità e i trasporti sostenibili e gli edifici di categoria superiore.

Come avviene la classificazione

La classificazione viene effettuata con criteri di valutazione tecnici, una metodologia e princìpi guida descritti nel rapporto UE sulla tassonomia progettato dal Gruppo di esperti tecnici dell’Unione (TEG), oltre che tramite approfondite consultazioni con gli stakeholder e coinvolgendo numerosi esperti dei vari settori interessati dalla tassonomia.

Questo processo aiuterà le aziende, i promotori dei progetti e gli emittenti ad accedere ai finanziamenti verdi per migliorare le proprie credenziali ambientali. Così come ad identificare con più facilità quelle attività che sono già “amiche” dal punto di vista della sostenibilità ambientale.

Così facendo, la tassonomia aiuterà la crescita dei settori a basse emissioni e la de-carbonizzazione di quelli ad alte emissioni.

Al momento i settori interessati dalla tassonomia UE sono limitati a:

  • Agricoltura, foreste e pesca
  • Manifatturiero
  • Elettricità, gas, vapore e aria condizionata
  • Acqua, fognature, rifiuti e interventi di bonifica connessi
  • Trasporto e logistica
  • Information and Communication Technologies (ICT)
  • Immobiliare (attività edilizia e real estate, con applicazioni negli altri settori ove appropriato)

Ciò implica che una vasta porzione di settori quotati in borsa, come quello sanitario, quello consumer e quello finanziario non sono attualmente coinvolti dalla tassonomia e pertanto richiedono agli investitori un’approfondita analisi ad hoc. Inoltre, le informazioni sull’idoneità delle attività delle aziende non sono sempre facilmente accessibili. E ciò rende necessaria una conoscenza profonda non solo dell’azienda ma anche della finanza ambientale.

ESG: oltre il climate change

La crisi sanitaria in corso si è rivelata una cartina di tornasole per tutti gli investitori sostenibili per valutare il modo in cui l’azienda è stata in grado di proteggere la propria forza lavoro mantenendo al tempo stesso i ritmi della produzione. È ormai chiaro che qualsiasi strategia di contrasto al cambiamento climatico non può focalizzarsi solo sulle emissioni ma deve considerare anche gli aspetti sociali.

Per esempio questo tema è importante per alcune fasi complesse della supply chain delle batterie (ad esempio l’estrazione di materiali grezzi come il cobalto, che è stata segnalata come attività ad alto rischio di possibili violazioni degli obiettivi sociali).

In questo quadro, per essere in linea con la tassonomia, le attività devono soddisfare obiettivi sociali minimi, come il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori, ma nella versione finale del quadro legislativo questa non è stata inclusa. Tuttavia, il rapporto riconosce che una tassonomia pienamente comprensiva dovrebbe includere anche obiettivi sociali.

Questo apre la strada allo sviluppo di una tassonomia sociale in futuro. E noi auspichiamo che possa essere implementata come prossimo passo per assicurare una strategia di investimento davvero sostenibile.

A cura di Nina Lagron, Head of Large Cap Equities di La Française AM, sulla nuova tassonomia Ue

Advertisement