Domani verranno diffusi i non farm payroll statunitensi di marzo, a mercati chiusi. Oggi, sarà il settore delle costruzioni a diffondere, in Europa, l’indice che ne misura lo stato di salute. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

 

L’ultimo giorno della settimana corta di Borsa che porta alle festività pasquali avrà una coda, dal punto di vista macroeconomico, domani alle 14:30 quando verranno diffusi i non farm payroll statunitensi di marzo, a mercati chiusi. L’importante dato è atteso a 240.000 da 311.000 del mese precedente. I salari orari dovrebbero essere invece cresciuti dello 0,3% da +0,2% precedente.

Nel frattempo, oggi, sarà il settore delle costruzioni a diffondere, in Europa, l’indice che ne misura lo stato di salute. Procedendo con ordine, in Germania è stato pubblicato alle 8:00 il dato sulla produzione industriale a febbraio che ha sorpreso al rialzo con +2%, ben oltre le attese fissate a +0,1%, anche se in calo dal +3,7% del mese precedente. Il primo indice PMI costruzioni arriverà dall’Italia alle 9:30 e dovrebbe uscire rafforzato a 49,6 da 48,9.

Alla stessa ora verrà reso noto il dato della Germania, atteso a 47,9 da 48,6; della Francia a 46,3 da 45,2; dell’eurozona a 49,1 da 47,6. Alle 10:30 la rilevazione tedesca è prevista a 53,5 da 54,6. Il pomeriggio vedrà in uscita alle 14:30 le nuove richieste di sussidi di disoccupazione settimanali che il consensus prevede a 200.000 da 198.000. In serata, alle 22:30, la Fed pubblica il bilancio con le riserve di oro.

Il dollaro rimane in posizione di debolezza ma argina la discesa in attesa del dato di domani sui non-farm payrolls, che potrebbe confermare o smentire il dato sull’occupazione ADP, debole, diffuso ieri. Della debolezza del dollaro sono in particolare la sterlina e il franco svizzero ad approfittare. Dietro front del petrolio dopo la scalata degli ultimi giorni. Iniziano a pesare i rinnovati timori di recessione.

Venti di recessione anche sul mercato obbligazionario con i rendimenti che ieri hanno invertito la rotta e sono scesi. Il BTP decennale ora è vicino alla soglia del 4%, con uno spread sotto 185 punti.

Si è aperta con pochi movimenti una seduta che sarà caratterizzata da volumi ridotti e poca voglia di mantenere posizioni aperte sul mercato, nonostante l’economia europea mostri dati resilienti. Fa eccezione il FTSE Mib che ha aperto bene la seduta, sostenuto dai settori industriali come Pirelli, Iveco e Leonardo.

Non è bastato il buon indice PMI Caixin cinese, uscito a 57,8 da 55, a sostenere i listini dell’area asiatica. L’effetto dei dati deboli usciti nei giorni precedenti a Wall Street fa temere un rallentamento dell’economia globale e quindi delle esportazioni. Le Borse asiatiche hanno così terminato la seduta chi più, chi meno, al ribasso.

I dati sulle nuove posizioni di lavoro ADP, diffusi ieri, sono risultati molto inferiori delle attese e i mercati ora scontano una pausa nel rialzo dei tassi da parte della Fed ma temono di più la possibilità di una recessione. Ecco perché gli indici USA si sono mossi in negativo, con il solo Dow Jones Industrial in grado di strappare un timido segno più grazie ai titoli difensivi. A frenare gli investitori è anche la volontà di non rimanere esposti sul mercato per il lungo fine settimana pasquale durante il quale, peraltro, verrà diffuso (domani) il dato forse più atteso in questo frangente, i non-farm payrolls.


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Redazione

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