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Eurozona: attesi dati finali su inflazione marzo

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Eurozona: attesi dati finali su inflazione marzo

Dopo i dati macro cinesi giunti in mattinata, l’attenzione di sposta in Eurozona,
dove è previsto il vertice dell’Eurogruppo e l’uscita di alcuni dati, tra cui quello
finale sull’inflazione a marzo e i dati sul commercio estero di febbraio.

Dagli Stati Uniti si attende invece l’uscita della fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan e i dati immobiliari di marzo su nuove licenze edilizie e inizio di nuove abitazioni.

Sostenuto dalla forte domanda e dal supporto del governo alle piccole imprese,
in Cina il Pil ha segnato un balzo record del 18,3% nel primo trimestre 2021
rispetto al precedente, dopo il +6,5% registrato nel 4Q20. Si tratta del livello
massimo da inizio serie (1992), anche se lievemente al di sotto delle attese
(+19%).

La produzione industriale è cresciuta a marzo del 14,1% su base annua,
rallentando rispetto all’impennata del 35,1% del periodo gennaio-febbraio e
rimanendo un passo indietro rispetto alle attese (+17,2%).

Le vendite al dettaglio sono aumentate del 34,2% su anno annuo a marzo, al di sopra del consensus (28,0%), rafforzando il trend visto nei primi 2 mesi dell’anno.

In Italia il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il nuovo scostamento da EUR
40 mld per combattere le ricadute economiche della pandemia, con il deficit per
l’anno in corso visto all’11,8% del Pil e il debito/Pil a 159,8%. L’esecutivo stima
una espansione del Pil del 4,5% quest’anno e del 4,8% nel 2022. L’obiettivo di
deficit è indicato al 5,9% del Pil l’anno prossimo, con un debito in discesa al
156,3%.

Il ribasso dei rendimenti statunitensi ha frenato il dollaro. L’euro si attesta a
1,1970 dollari dopo aver raggiunto il massimo da 6 settimane a un soffio dalla
soglia psicologica a 1,2 stanotte. La valuta Usa è scivolata a un minimo di 3
settimane a 108,61 contro yen.

Prezzi del petrolio in rialzo dopo aver toccato i massimi da 4 per i dati macro
Usa positivi e alle previsioni da parte dell’EIA e dell’Opec di un rialzo della
domanda. Il futures sul Brent in lieve rialzo dello 0,60% a USD 67,20 il barile,
stessa percentuale al Nymex per il Wti Usa a USD 63,70.

Stamane il Bund future giugno apre in calo di 16 tick a 171,17, il Btp future
invariato a 148,57. Lo spread Btp/Bund riparte da 102 pts, con il rendimento del
nostro Btp decennale allo 0,73%. In vista del collocamento della prossima
settimana della terza emissione del Btp Futura, strumento dedicato alla clientela
retail, il Tesoro comunica oggi la serie dei tassi cedolari minimi garantiti.

Apertura poco mossa per le borse europee, con i principali indici EU e Piazza
Affari intorno alla parità nelle prime battute. In lieve rialzo i titoli bancari, Eni,
Buzzi Unicem, Exor, Pirelli e Stellantis. In calo le utilities, Atlantia, Moncler e
Telecom.

Borse asiatiche positive stamane, con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo
chiude in lieve rialzo dello 0,14%, Hong Kong +0,62%, Shanghai +0,84%,
Seoul +0,13% e Sidney piatto a +0,07%. La fiducia tra i produttori giapponesi è
salita al massimo da 2 anni in aprile, sostenuta dalla forte domanda nel
mercato dell’elettronica e dalle condizioni favorevoli del tasso di cambio che
hanno migliorato le prospettive per l’export, secondo il sondaggio Tankan
diffuso stamane. Anche i produttori del settore dei servizi sono leggermente
meno pessimisti rispetto al mese precedente.

Wall Street ha chiuso positiva ieri, sostenuta dalle aspettative per una
vigorosa ripresa economica rafforzate dai dati macro positivi. Bene i dati sulle
nuove richieste di sussidi alla disoccupazione e le vendite al dettaglio cresciute
a marzo del 9,8%, entrambi sopra le attese. Il Dow Jones ha guadagnato lo
0,9%, per la prima volta sopra i 34.000 pts, l’S&P 500 +1,11%, entrambi gli
indici ai nuovi massimi storici, ed il Nasdaq Composite +1,31%. Sugli scudi il
comparto tecnologico.

Tra i titoli in evidenza, il colosso Usa dell’assicurazione sanitaria UnitedHealth +3,78% dopo una buona trimestrale ed il rialzo della guidance per il 2021. PPD +6,51%. Thermo Fisher Scientific ha annunciato l’acquisto della società Usa specializzata in servizi di ricerca, sviluppo e test di laboratorio per il settore farmaceutico per USD 17,4 mld in contanti.

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