Macro review
In Eurozona è stato certificato il nuovo calo del Pil nel 4°trimestre, ma la recrudescenza del virus, con la seconda ondata, ha impattato molto meno rispetto al 2° trimestre 2020. Le letture finali degli indici Pmi migliorano rispetto alle anticipazioni ma ciononostante è confermato il calo sotto il livello di 50 punti, in area di contrazione, eccetto che per il manifatturiero.
Stabile la disoccupazione mentre l’inflazione risale per effetti temporanei, recuperano infine le vendite al dettaglio. Negli Stati Uniti si conferma la tonicità del recupero in atto con buone evidenze dagli indici Pmi e dall’edilizia. Contrastati i segnali in arrivo dal mondo del lavoro che però sostengono ancora il potere d’acquisto dei consumatori ma evidenziano la necessità di supporti fiscali e monetari.
Lo sviluppo della crisi politica in Italia ha visto l’entrata in scena di Mario Draghi come premier incaricato dalla Presidenza della Repubblica di formare un nuovo Governo di alto profilo. Il Professor Draghi ha concluso velocemente il primo giro di consultazioni incassando l’appoggio di quasi tutti i partiti politici.
Azioni
Quella appena trascorsa è stata una settimana caratterizzata da “risk-on” in scia al ridimensionarsi delle potenziali minacce presenti a Wall Street. In primis il movimento dei millennial traders organizzati sui social network. Gli indici azionari a livello globale hanno raggiunto nuovi record dopo che il Segretario al Tesoro Janet Yellen ha sollecitato l’adozione rapida di un nuovo importante piano di stimoli negli Stati Uniti. In Giappone l’indice Topix è tornato ai livelli più alti dal 1991.
Obbligazioni
I titoli di Stato italiani sono stati i primi beneficiari dell’entrata in scena di Mario Draghi come possibile successore di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Il differenziale con i Bund tedeschi sulla scadenza decennale si è portato a 93 punti base, un livello che non si vedeva da dicembre 2015. E con il rendimento del BTp decennale benchmark in area 0,55% dopo aver toccato il nuovo minimo storico a 0,51%. Il livello dell’inflazione implicito nel mercato obbligazionario è salito al massimo dal 2014, mentre la curva dei rendimenti Usa ha raggiunto livelli di ripidità non più visti dal 2015.
Valute e materie prime
Settimana scorsa il “Risk Reversal”, barometro di posizionamento e sentimento, ha evidenziato il maggior posizionamento ribassista sull’Euro, contro Usd, su livelli non più registrati dallo scorso mese di giugno. Sterlina inglese in rafforzamento nonostante la Bank of England abbia lasciato invariato il suo set di politica monetaria, con tassi allo 0,1%, rivedendo al ribasso le sue previsioni di crescita per il 2021.
Outlook
Giovedì 11 febbraio iniziano le festività del Capodanno Cinese che proseguiranno per i successivi 7 giorni, e le borse rimarranno chiuse. Prosegue la stagione delle trimestrali, dopo i big tech Usa. In arrivo i numeri tra gli altri di Air Liquide, Astrazeneca, Twitter, Heineken, Honda, Uber, GM, Tui Ag, Total, Vestas Wind, Coca-Cola, PepsiCo, Walt Disney, L’Oreal, ThyessenKrupp.
Sul fronte macroeconomico in Germania la produzione industriale, nel Regno Unito Pil 4Q e produzione industriale. Mentre negli Stati Uniti le richieste sussidi disoccupazione. Tra le Banche centrali attive Svezia, Russia e Messico.
Weekly Macro
Commento ai dati della settimana (a cura di Marco Vailati, Responsabile Ricerca Investimenti)
EUROZONA: la recrudescenza del virus porta in negativo il 4°trim. e fa calare anche gli indici di attività di gennaio.
In settimana: nuovo calo del Pil nel 4°trim. ma la recrudescenza del virus ha impattato molto meno che nel 2°. I dati finali degli indici di attività PMI migliorano le anticipazioni ma confermano il peggioramento in area di contrazione, eccetto la manifattura, con disoccupazione stabile. Il Cpi cresce per one-off e non per forza del ciclo (fine sospensione tassa in GE e vendite invernali ritardate in FR). Recuperano invece le vendite sfruttando il periodo precedente le nuove chiusure.
STATI UNITI: le prime statistiche di attività dell’anno sono prevalentemente toniche.
In settimana: prosegue bene la Manifattura (in crescita – PMI, auto e ordini – o in consolidamento ma elevato – ISM) e l’edilizia. Riprende a correre anche l’attività dei Servizi. Segnali misti dal mercato del lavoro, con disoccupazione inferiore come % ma solo per minore partecipazione compensata però da paghe a/a e orario lavoro più elevati: dati che mantengono il potere d’acquisto dei consumatori ma anche l’evidenza dell’opportunità dei supporti fiscali e monetari.
JN: l’economia fatica a ritrovare trazione
In settimana: i dati finali degli indici di attività PMI migliorano le anticipazioni ma confermano il peggioramento in area di contrazione nonostante l’ulteriore accelerazione tendenziale nella creazione di base monetaria. Il consumo delle famiglie si contrae a causa del distanziamento sociale e dell’anemico andamento salariale, nonostante il freddo abbia alimentato certe spese. Anche gli indici principali, Anticipatore e Coincidente, calano interrompendo il trend di recupero.
Redazione
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