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Fondamentali più solidi rispetto al passato a supporto degli Em bond

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Fondamentali più solidi rispetto al passato a supporto degli Em bond

I titoli argentini sono interessanti in vista di nuovi accordo del paese con i creditori. Più rischiosi i bond turchi. Morgan Harting e Karen Watkin, gestori dell‘AB Em multi asset fund di AllianceBernstein

 

Credete che l’attuale rendimento cedolare offerto dalle obbligazioni emergenti sia in grado di compensare i rischi che un investitore si accolla con la sottoscrizione di strumenti dedicati a questi bond?

Il debito dei mercati emergenti (EM) continua a offrire un vantaggio di rendimento convincente rispetto a quello dei mercati sviluppati.

Mentre è vero che la presenza di questi rendimenti più alti è legata alla necessità di compensare gli investitori per il rischio aggiuntivo – e abbiamo visto esempi di eventi idiosincratici sia in Turchia che in Brasile quest’anno, è pur vero che i fondamentali dei mercati emergenti, in generale, sono in una posizione molto migliore oggi rispetto a quanto visto in corrispondenza di precedenti periodi di uscita da una crisi.

In particolare, se si guarda ai saldi di base nelle economie emergenti (cioè alla somma delle partite correnti e della bilancia dei pagamenti) – in aggregato si registrano grandi eccedenze, il che significa che questi Paesi sono meno dipendenti dai finanziamenti esterni e quindi meno vulnerabili.

Naturalmente, vale la pena ricordare che un approccio selettivo quando si investe nei mercati emergenti è fondamentale, data la dispersione tra le economie e l’eterogeneità generale nella regione.

In questa fase di mercato, quali em bond (per Paesi, affidabilità creditizia, valuta) ritenete opportuno sovrapesare nei vostri portafogli e quali sottopesare?

Nell’ambito dell’allocazione nel reddito fisso dell’AB Emerging Markets Multi Asset Fund, al momento, preferiamo i titoli governativi con valutazioni interessanti e rendimenti più elevati, poiché qui risiedono le opportunità più convincenti e anche perché abbiamo una visione positiva sugli asset di rischio legati all’area emergente.

Ciò include una sovraponderazione dei titoli di Stato in valuta forte di paesi come l’Argentina, che ha recentemente attraversato una ristrutturazione e che, a nostro avviso, potrebbe essere mal valutata e quindi scambiata in base al sentiment piuttosto che ai fondamentali.

Riteniamo che quando l’Argentina avrà stabilito una politica economica a medio termine basata sui negoziati con il FMI, i prezzi dei suoi titoli recupereranno tornando ad avvicinarsi al loro valore intrinseco.

Bilanciamo la nostra esposizione con allocazioni su titoli di qualità investment grade in settori più stabili come le utility e le telecomunicazioni in posti come il Cile, ad esempio, che offrono ancora un interessante rendimento aggiuntivo.

Stiamo sottopesando invece la Turchia, dove il recente licenziamento del presidente della banca centrale, il governatore Agbal, potrebbe significare un ritorno a una politica monetaria meno ortodossa e quindi creare un ambiente meno stabile per gli investitori.

 

 

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