Il rischio per Wall Street si chiama tapering

 

La liquidità ha giocato un ruolo fondamentale sui mercati dal 2018 e la prospettiva del tapering potrebbe chiudere il ciclo. Christophe Foliot, co-head of equities di Edmond de Rothschild Asset Management

 

Le rotazioni sono la linfa vitale delle fasi bullish di un mercato e sembra che questo movimento stia interessando l’equity Usa da qualche mese. Ritenete che questo trend sia destinato a proseguire?

 

Non c’è più ormai alcun dubbio che l’economia statunitense stia beneficiando di un solido rimbalzo. Il PIL è aumentato nel corso degli ultimi tre trimestri, portando gli Stati Uniti vicino ai livelli registrati prima della crisi, e tutto grazie ad un rimbalzo dei consumi guidato da massicci pacchetti di stimolo. Il 2021 registrerà una delle più forti crescite economiche degli ultimi 30 anni.

 

Nonostante questo boom, sia la Fed che la BCE stanno conservando il proprio attendismo mantenendo i livelli di acquisti. Crediamo che la posizione “behind the curve” della Fed, nell’ambito di una ripresa ciclica così solida, farà sì che i rendimenti obbligazionari continuino il proprio percorso di normalizzazione, soprattutto a causa delle aspettative di inflazione che si dirigono verso nord. I programmi di spesa di bilancio sosterranno una crescita elevata nel 2021 e nel 2022.

 

Gli indicatori economici dovrebbero quindi rimanere favorevoli anche nei prossimi mesi. Riteniamo quindi che la rotazione verso i ciclici e il value dovrebbe durare ancora per diversi trimestri.

Errori nella comunicazione da parte della Fed, accelerazione improvvisa dell’inflazione, dati deludenti del mercato del lavoro. Quali di queste variabili credete sia in grado di provocare una seria battuta d’arresto a Wall Street?

 

Riteniamo che qualche elemento in grado di incrementare il grado di preoccupazione del mercato riguardo all’inflazione nel corso delle prossime settimane ci sia. Con la riapertura delle economie, i dati sull’inflazione possono diventare erratici.

 

La componente immobiliare nel CPI potrebbe sorprendere al rialzo. Tuttavia, la creazione di posti di lavoro e l’impennata dei prezzi degli immobili lasciano ancora un punto interrogativo su quello che potrebbe essere un aumento più strutturale dell’inflazione dopo l’estate.

 

Inoltre, l’amministrazione Biden sta cercando di far passare un massiccio piano di infrastrutture che porterà lo stimolo fiscale a livelli senza precedenti, anche se per il momento le discussioni riguardo alla reale portata del pacchetto di stimolo sono ancora aspre – ma c’è già stato un accordo sulla spesa di circa 250 miliardi di dollari destinate alla ricerca tecnologica.

 

Gli importi destinati ad altre voci di spesa saranno probabilmente rivisti al ribasso e sembra sempre più probabile che l’opposizione repubblicana agli aumenti degli oneri fiscali significherà dover passare attraverso la procedura di approvazione del bilancio.

 

La Fed non si è mossa di un centimetro sulla sua politica ultra-accomodante anche se le aspettative di inflazione hanno raggiunto livelli raramente visti negli ultimi 20 anni. Detto questo, la Banca centrale statunitense ha già fatto una sorta di “pre-annuncio del pre-annuncio” chiedendo agli investitori di prepararsi ad una comunicazione in materia di tapering nel 2022. In altre parole, man mano che il dibattito sulla stretta della Fed diventerà più chiaro, le aspettative di inflazione raggiungeranno un tetto (a meno che qualche incidente le faccia andare fuori controllo). Ma questa non sarebbe una buona notizia per gli investitori.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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