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In arrivo indici PMI manifatturieri nei principali Paesi di Eurozona

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In arrivo indici PMI manifatturieri nei principali Paesi di Eurozona

Diversi i dati macro da monitorare oggi. In primo piano gli indici PMI
manifatturieri nei principali Paesi di Eurozona ed il suo dato aggregato. Lo
stesso dato verrà diffuso nel pomeriggio anche negli Stati Uniti, dove è previsto
anche il discorso del presidente della Fed, Jerome Powell. Il Ministero dei
Trasporti diffonde i dati sulle immatricolazioni di nuove auto in aprile. Il Tesoro
diffonde i dati sul fabbisogno del settore statale in aprile.

Balzo a sorpresa in Germania per le vendite al dettaglio a marzo. Il dato ha
mostrato un rialzo dell’11% su base annua contro il +6,6% della precedente
lettura e il -0,3% atteso dal mercato. Su base mensile le vendite registrano una
crescita del 7,7% rispetto al +2,7% della precedente rilevazione e al +3%
indicato dagli analisti.

Venerdì sera DBRS ha confermato il proprio giudizio sul rating sovrano italiano
a ‘BBB’ (high) con trend negativo. Secondo l’agenzia di rating, la pandemia
continua a pesare sulle finanze pubbliche e sulle prospettive di crescita. A fronte
di una notevole incertezza sulla ripresa economica, il trend resta negativo.

Sul tema al Recovery Plan, i Sindacati chiedono al governo un confronto sulle
riforme a partire da ammortizzatori sociali e politiche sul lavoro. Primo obiettivo
le garanzie sul delicato nodo dei tempi di rimozione del blocco dei licenziamenti.
Il presidente di Confindustria definisce ‘ottima’ l’interlocuzione tra il mondo
degli industriali e il presidente del consiglio sul tema del Recovery Plan.

Stabile il dollaro, in prossimità dei massimi da 3 mesi su yen in attesa di spunti
direzionali dalla politica monetaria e dal lato macro. La pausa del mercato cinese
e giapponese riduce fortemente il volume degli scambi. Il cambio euro/dollaro
vale 1,20, dollaro/yen a 109,63 ed euro/yen 131,77.

Lieve ribasso per i derivati sul greggio, con gli investitori che guardano alle
ricadute negative sulla domanda legate alla dinamica dei contagi in India. Il
futures sul Brent che perde lo 0,70% a USD 66,20 il barile, stessa percentuale al
Nymex per il Wti Usa a USD 63,10.

Stamane il Bund future giugno ha aperto invariato a 170,00, il Btp future
guadagna 3 bp a 147,16. Lo spread Btp/Bund riparte da 106 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale allo 0,85%. Resta da settimane elevata
l’attenzione sull’andamento degli acquisti QE, ma soprattutto ‘Pepp’, da parte
della Bce. Insieme alla consueta statistica settimanale Francoforte comunica
anche l’aggregato mensile di aprile, che nel caso della carta italiana andrà
confrontato con i EUR 2,791 mld sottoscritti in marzo.

Apertura in rialzo per le borse europee, con i principali indici EU e Piazza
Affari sopra la parità nelle prime battute, pur con guadagni contenuti entro il
mezzo punto percentuale. In rialzo i titoli bancari, bene anche Enel, Campari,
Hera, Poste, CNH Industrial, Interpump, Moncler, Saipem e Telecom. In calo
invece Atlantia, Tenaris ed Eni.

Pochi gli spunti che arrivano oggi dalle piazze asiatiche, con la borsa di Tokyo
ed i mercati cinesi chiusi per festività (questi ultimi chiusi fino al 5 maggio).
Hong Kong perde al momento circa 1,50%, Seoul cede lo 0,66% mentre
Sidney è pressoché invariata.

Deciso recupero per l’attività manifatturiera dell’Australia, ai massimi dal maggio 2016, che si conferma per l’undicesimo mese consecutivo sopra la soglia di 50 pts che separa crescita da contrazione.
L’indice PMI manifatturiero ha infatti segnato in aprile un progresso a 59,7 pts
dai 56,8 di marzo, contro i 59,6 del dato flash.

Wall Street ha chiuso negativa venerdì, con l’indice Dow Jones che ha perso
lo 0,54%, l’S&P 500 lo 0,72% e Nasdaq Composite -0,85%. La borsa Usa è
stata penalizzata dalle prese di beneficio e dall’apprensione sull’evoluzione
della crisi del Covid in Asia. Tra i titoli in evidenza Amazon.com -0,11%. Il
colosso dell’e-commerce ha comunicato risultati per il primo trimestre segnati
da profitti triplicati ed un balzo delle vendite del 44% annuo a USD 108,5 mld.
Twitter -15,13% nonostante una trimestrale sopra le attese: delude il dato sui
monetizable daily active user (utenti giornalieri attivi monetizzabili), di poco
sotto il consensus di mercato.

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