Inflazione tedesca in aumento

Guardando ai dati in uscita in Europa e in Usa, da monitorare oggi il dato finale di gennaio sull’inflazione tedesca ma anche il Pil britannico e la fiducia dei consumatori calcolata dall’Università del Michigan. Aggiornamento sui mercati a cura di Unicredit

L’agenda macro di oggi, venerdì 11 febbraio, presenta alcuni spunti
interessanti. L’ultima seduta della settimana, ha visto la pubblicazione del dato
cinese sulla bilancia delle partite correnti. Sempre per l’Asia si ricorda che la
Piazza di Tokyo resterà chiusa per festività. Guardando ai dati in uscita in Europa
e in Usa, da monitorare il dato finale di gennaio sull’inflazione tedesca ma
anche il Pil britannico e la fiducia dei consumatori calcolata dall’Università del
Michigan. Si riunisce anche la banca centrale russa che dovrebbe entrare in
azione sui tassi alzandoli al 9,5% dal precedente 8,5%.

Sul piano europeo, in Germania l’Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso
noto il dato definitivo relativo all’inflazione di gennaio. L’indice dei prezzi al
consumo è cresciuto dello 0,4% su base mensile e cresciuto del 4,9% su base
annuale. Nel mese di dicembre l’inflazione annua si era attestata a +5,3%,
segnando la lettura più alta degli ultimi 30 anni. L’indice armonizzato ha
mostrato un incremento dello 0,9% su base mensile (consensus +0,9%) e un
rialzo del 5,1% su base annua, confermando le attese e il dato preliminare.

Inoltre, l’ONS (Office for National Statistics) ha comunicato la seconda stima del
PIL in Gran Bretagna: l’indice e’ atteso in crescita nel quarto trimestre del 2021
dell’1%, dal +1,1% della rilevazione precedente. Su base annuale il PIL e’ atteso in
crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2020, superiore alle attese pari
a +6,4% e dal +6,8% del terzo trimestre.

Sul fronte asiatico, secondo quanto comunicato dalla People’s Bank of China
(PboC), la massa monetaria M2 di Pechino è cresciuta in gennaio del 9,8%
annuo, contro il 9,0% di dicembre (8,5% in novembre) e il 9,2% del consensus.

Secondo quanto comunicato dalla People’s Bank of China (PboC), in gennaio le
banche cinesi hanno erogato prestiti per CNY 3.980 mld, più che triplicati
rispetto ai 1.130 mld di dicembre e contro i 3.580 mld del gennaio 2021.

Il cross euro/dollaro vale 1,1385, in calo di 0,45%, mentre il cambio euro/yen si
attesta su 132,06, in calo di 0,38% e il cambio usd/jpy scambia a 116,09 in
rialzo di 0,08%.

Derivati sul greggio negativi stamane. Il futures sul Brent perde lo 0,39% a
USD 91,05 il barile, mentre WTI Usa scende dello 0,26% a USD 89,65.

Stamane il Bund future ha aperto a 164,90, il Btp future a 139,10. Lo spread
Btp/Bund riparte da 166 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale
all’1,932%.

Apertura negativa per le borse europee, con Piazza Affari che perde più di un
punto percentuale. Negativi i titoli bancari. Male anche Eni, Leonardo, Snam,
Terna e Recordati.

Azionariato asiatico negativo stamane, con il Nikkei 225 della borsa di Tokyo
che guadagna lo 0,42%, Hong Kong che scende dello 0,32%, Shanghai in
ribasso dello 0,66%, Seoul in calo dello 0,87%, Sidney scende dello 0,98%.

Dopo una seduta in decisa frenata per Wall Street, alla riapertura degli scambi
in Asia la tendenza ribassista è stata sostanzialmente confermata, mentre
Tokyo rimane chiusa per la festività del Kenkoku kinen no hi (celebrazione
della fondazione della nazione nipponica).

Negativa la chiusura di Wall Street. Il Dow Jones è in ribasso dell’1,47%,
l’S&P500 ha perso l’1,81%. In calo del 2,03% il Nasdaq. La Borsa di New York
ha chiuso la seduta in deciso ribasso dopo la pubblicazione del dato
sull’inflazione a gennaio che mostra l’incremento più alto dal 1982.

Tra i titoli in evidenza The Walt Disney Company +3,41%. Il colosso
dell’intrattenimento ha comunicato risultati relativi al primo trimestre
dell’esercizio 2022 migliori rispetto alle attese e ha confermato la guidance di
230-260 mln di abbonati ai servizi di streaming di Disney+ (Espn+ e Hulu)
entro il 2024. Coca-Cola Company +0,54%. Il gigante delle bevande ha chiuso
il 2021 con ricavi operativi netti in crescita del 17% a USD 38,655 mld. L’utile
netto della capogruppo ha raggiunto gli USD 9,771 mld (+26% rispetto al
2020). Nel solo quarto trimestre i ricavi sono cresciuti del 10% a USD 9,464
mld mentre l’utile netto è balzato del 66% a USD 2,414 mld.