L’utilizzo delle risorse del recovery Plan sarà fondamentale per il rilancio. Filippo Alloatti, senior credit analyst per la divisione internazionale di Federated Hermes

 

L’arrivo di Mario Draghi alla presidenza del consiglio dei ministri, cui spetterà tra l’altro pianificare gli investimenti dei fondi provenienti dal Recovery Fund, sembra piacere ai mercati e andare nella direzione giusta. La Borsa di Milano riuscirà nei prossimi anni a trarre beneficio da questo contesto? Quali settori del listino milanese ritenete sia opportuno sovrappesare?

 

Senza dubbio è innegabile quanto siano ampie le attese caricate sulle spalle del governo Draghi. La riscrittura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) è, ad esempio, tra le prime incombenze di cui il nuovo governo dovrà occuparsi.

Inoltre, l’efficacia della gestione dei 200 miliardi di fondi della Next Generation EU sarà in qualche modo collegata anche al decollo e allo sviluppo di nuove strutture come ad esempio il Patrimonio Rilancio, in seno alla CDP.

Adottando una prospettiva con un’ottica settoriale, gli ambiti che più trarranno vantaggio, a nostro avviso, sono quelli legati al digitale, all’universo delle infrastrutture, in special modo per quanto riguarda i trasporti, alle energie rinnovabili, nonché ai segmenti che riguardano costruzioni ed edilizia.

Generando domanda e sostenendo l’occupazione nell’indotto legato a questi segmenti, tali investimenti porteranno vantaggio anche al settore bancario. Altrettanto auspicabile un incremento delle spese destinate alla ricerca di base (sotto forma di aumento della percentuale del PIL).

 

Sul versante dei titoli di Stato italiani, molti esperti ritengono che ci sia spazio per un’ulteriore compressione dello spread? Siete d’accordo con questa view? Su quali scadenze e tipologie di titoli di Stato italiani ritenete opportuno focalizzare l’attenzione?

 

Il differenziale tra i BTP e il Bund tedesco è in questa fase calato da un massimo registrato ad inizio anno di 126 punti base fino ad un minimo di circa 91 punti base. E, dal nostro punto di vista, tale differenziale può ancora scendere, per poi risalire sulla scia di una riduzione della liquidità in eccesso presente sui mercati.

Tanto fattori endogeni – questioni legate a stabilità politica, credibilità degli impegni, allocazione delle risorse – quanto esogeni – come ad esempio alcuni fattori da tenere sotto controllo come spinte inflative legate alle materie prime, possibili colli di bottiglia nelle supply chain su scala globale, politiche fiscali negli USA e la relativa strategia di risposta da parte della Federal Reserve.

Fa riflettere quindi che l’incremento atteso del deficit americano nel corso dei prossimi 12 mesi (stime CBO) – capitolo spesa da interessi – equivale al doppio del budget destinato alla NASA.

Inoltre, il recente collocamento del BTP ventennale green (€80 miliardi di richieste) apre interessanti opportunità per la costruzione di una vera e propria curva verde italiana di rendimenti. E potrebbe anche innescare un circolo virtuoso per l’ammodernamento del settore manufatturiero, PMI in primis, e dei servizi.

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.