Il punto di vista sui risultati della riunione d’emergenza della BCE a cura di DWS, MFS IM, LGIM, Carmignac, Janus Henderson
Ulrike Kastens, Economista Europa, DWS, commenta:
“Il crescente stress dovuto all’aumento degli spread nei mercati obbligazionari periferici sta avendo un impatto: la Banca Centrale Europea sta rispondendo con una politica di reinvestimento più flessibile nell’ambito del PEPP. Ma soprattutto, sta annunciando un nuovo strumento anti-frammentazione per contrastare un allargamento permanente dei rendimenti, non giustificato dal punto di vista sostanziale. Anche se il progetto non è ancora del tutto chiaro, l’annuncio del progetto di questo strumento dovrebbe dare un po’ di sollievo ai mercati. Nel complesso, dovrebbe anche dare alla BCE l’opportunità di aumentare i tassi di riferimento in modo più rapido e aggressivo, dato che l’aumento degli spread è limitato in una certa misura. È probabile che la BCE annunci questo nuovo strumento già a luglio, quando potrebbe aumentare i tassi di riferimento per la prima volta dal 2011.”
Annalisa Piazza, analista di ricerca sui titoli a reddito fisso di MFS Investment Management , dichiara:
“La tempistica della riunione ad hoc del Consiglio direttivo coincide con un consistente movimento di mercato (paragonabile a episodi passati di rischi idiosincratici) che ora sappiamo essere scomodo per la BCE.
Negli ultimi due mesi, la Lagarde ha parlato più volte di flessibilità nei reinvestimenti dei PEPP. Se non altro, la dichiarazione ha chiarito che l’Eurozona si trova in una situazione tale per cui la pandemia ha lasciato vulnerabilità durature. Pertanto, la flessibilità deve essere utilizzata il prima possibile. In passato alcuni sono stati scettici sulle clausole di flessibilità. Ora è chiaro che ci sono le condizioni per utilizzarla.
Per quanto riguarda lo strumento anti-frammentazione, l’accelerazione del completamento suggerisce che la BCE sente ora l’esigenza di avere qualcosa di più “strutturale” che permetta una trasmissione fluida del proprio orientamento politico. In poche parole, la BCE ha bisogno di aumentare i tassi per evitare che le aspettative di inflazione si consolidino. Se la frammentazione dovesse intensificarsi ulteriormente, la normalizzazione dei tassi dovrebbe essere interrotta al più presto.
Sebbene l’annuncio della BCE non abbia aggiunto molto a quanto già sapevamo, il segnale è chiaro. Non si tratta di un momento di “whatever it takes” per la Lagarde, ma la BCE ha mostrato dove si colloca la “soglia di dolore”. Nell’attuale contesto economico e di mercato, non sono graditi rischi non necessari di riaccendere i problemi di sostenibilità del debito, come abbiamo visto quando la bancarotta dell’euro era una possibilità non banale.
I rendimenti si sono abbassati su tutte le curve EGB, con un ampio restringimento degli spread rispetto a ieri. Non prevediamo un ulteriore restringimento degli spread per il momento, anche se sono ancora in corso interventi di breve.”
Hetal Mehta, Senior European Economist di LGIM, commenta:
“Il breve comunicato che la Banca Centrale Europea (Bce) ha rilasciato non sembrava contenere molti di quei dettagli che i mercati stanno cercando. Incaricando i suoi rami interni di approntare il prima possibile il suo scudo anti-spread, l’istituto ha di fatto lasciato in attesa coloro che stavano aspettando una sua mossa. Quello che possiamo affermare è che si tratterà di un tipo di intervento che non richiede alcuna condizione (o che ne richiederà molto poco); infatti, è per questo che non si è fatto ricorso all’Outright Monetary Transactions. Tuttavia, dovrà anche soddisfare quei membri e quei governi dell’Area Euro che temono un supporto fiscale troppo ampio. Qualsiasi provvedimento che non rispetterà queste linee guida potrebbe essere impugnato in un tribunale europeo e minare la capacità di azione della Banca Centrale.”
Gergely Majoros, membro del Comitato Investimenti di Carmignac, aggiunge:
“La BCE ha deciso di sviluppare un nuovo strumento anti-crisi, con l’obiettivo di limitare l’impatto del rialzo dei tassi di interesse sui costi di finanziamento dei paesi periferici.
Non sono stati condivisi ulteriori dettagli sul nuovo strumento, che probabilmente deve prima essere approvato dal Consiglio direttivo, che, a sua volta, potrebbe essere ancora diviso sull’opportunità e la necessità di introdurre un nuovo meccanismo di “stabilizzazione”.
Sappiamo solamente che la BCE ha deciso di applicare molta flessibilità nel reinvestimento dei rimborsi in scadenza del PEPP, il che però non risolve in modo sufficientemente efficace il problema della frammentazione.
È probabile che, almeno per il momento, tale decisione non impedirà ai mercati di continuare a spingere per un aumento degli spread europei. L’aggressivo inasprimento della politica monetaria, annunciato dalla BCE la scorsa settimana, continuerà a mettere sotto pressione i paesi più fragili dell’Eurozona.”
Andrew Mulliner, Head of Global Aggregate Strategies di Janus Henderson, conclude:
“Una situazione un po’ bizzarra: giovedì viene annunciata la fine degli acquisti di asset e 6 giorni dopo si tiene una riunione d’emergenza in cui la BCE annuncia uno strumento (reinvestimenti flessibili del PEPP) che aveva già ripetutamente annunciato (si veda l’ultima dichiarazione della BCE) e la promessa di uno strumento anti-frammentazione da progettare. Il documento mette in luce il paradosso che la BCE si trova ad affrontare: fissare una politica del tasso d’interesse unico per adattarsi a un gruppo di Paesi piuttosto eterogenei.
La reazione dei mercati sarà un sollievo per la BCE, che però deve realizzare lo strumento anti-frammentazione in tempi relativamente brevi se vuole mantenere una prospettiva di tassi restrittiva. La realtà è che uno strumento anti-frammentazione è molto meno adatto a una politica più restrittiva che a una politica più accomodante e l’unico altro periodo in cui la BCE ha dovuto chiudere gli spread è stato in un contesto in cui si voleva mantenere o allentare la politica.
Sarebbe un po’ sorprendente se il mercato non cercasse di mettere ulteriormente alla prova la BCE”.
Redazione
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