La ricerca di rendimento ha spinto al rialzo il prezzo di molti asset, ma è ancora possibile trovare opportunità di investimento con valutazioni eque. AllianzGI

Azioni

Vediamo il potenziale per ulteriori opportunità in futuro, a seguito dell’ampliarsi delle differenza a livello di crescita, inflazione e tassi d’interesse tra i vari Paesi. • Riteniamo che le azioni degli Stati Uniti appaiano costose rispetto agli standard storici, mentre le azioni di Giappone, Regno Unito e mercati emergenti risultano sottovalutate. • Nel comparto obbligazionario, riteniamo che un maggior numero di obbligazioni governative possa iniziare ad offrire valore, in un contesto dove i differenziali di rendimento tra i Paesi aumentano a seguito della divergenza nei movimenti dei tassi di interesse.

Nel complesso, manteniamo una visione costruttiva, ma ci aspettiamo un aumento della volatilità man mano che emergeranno maggiori dettagli su come le nuove politiche USA, in particolare su immigrazione e dazi, potrebbero avere un impatto sull’inflazione e sulle filiere globali. Pertanto, continuiamo a privilegiare le strategie che riducono l’impatto della volatilità, utilizzando un approccio multi-fattoriale per stabilizzare i portafogli. • Continuiamo a guardare con interesse agli Stati Uniti e ai titoli tecnologici alle giuste valutazioni, data la capacità di innovazione e il profilo degli utili. Nel 2025 è probabile un ampliamento della performance nel settore tecnologico. • Le valutazioni europee sono favorevoli e i tagli dei tassi d’interesse potrebbero essere più pronunciati rispetto agli Stati Uniti, supportando l’esposizione selettiva a società caratterizzate da resilienza degli utili a livello globale. • La popolazione giovane dell’India sta alimentando una “economia delle aspirazioni“, e la sua posizione relativamente neutrale rispetto a USA e Cina potrebbe avvantaggiare le aziende esportatrici in un mondo più protezionista. • Nonostante il sentiment negativo del mercato, continuiamo a favorire una certa esposizione alla Cina nei portafogli globali. Il sostegno all’economia domestica e la recente riforma del programma pensionistico privato potrebbero far crescere il mercato oltre le aspettative attuali.

 

Obbligazioni

Privilegiamo i mercati obbligazionari europei rispetto a quelli statunitensi. La crescita più debole in Europa probabilmente consentirà di confermare i tagli dei tassi previsti, mentre la Fed potrebbe ridimensionare i tagli negli USA nel primo semestre, considerati gli stimoli alla crescita interna derivanti dall’agenda di Trump. Continuiamo a favorire le posizioni che possono beneficiare dello steepening della curva in entrambi i mercati, ma abbiamo tatticamente realizzato alcuni profitti riducendo la nostra esposizione. • E’ opportuna una costruzione attiva dei portafogli obbligazionari. Le scelte a livello di duration dovrebbero essere bilanciate con operazioni di relative value a livello di aree geografiche, valute e posizionamento di curva, in un contesto di maggiore divergenza tra le economie. • Riteniamo che i titoli governativi del Regno Unito siano interessanti, in quanto il mercato sta sottovalutando la possibilità di tagli dei tassi. • Nel credito societario, riteniamo che le valutazioni delle obbligazioni investment grade siano più interessanti in Europa che negli Stati Uniti (e preferiamo l’IG all’High Yield). Ma in un contesto di incertezza, questa asset class richiede gestione attiva e diversificazione. • Con l’incertezza e la potenziale volatilità delle valute, pensiamo che gli investitori dovrebbero posizionarsi nella fascia medio-bassa dei budget di rischio, in modo da avere potenziale margine di manovra.

Multi asset

Nonostante l’S&P 500 rimanga il mercato azionario che preferiamo, abbiamo ridimensionato la nostra view a causa dei punti interrogativi sulle prospettive a lungo termine: vogliamo essere preparati a eventuali battute d’arresto. Le small cap statunitensi dovrebbero prosperare sotto il governo Trump. • Al di fuori degli Stati Uniti riteniamo interessante il mercato azionario del Giappone in quanto potrebbe essere meno vulnerabile agli interventi sui dazi rispetto a molti altri Paesi asiatici, beneficiando al contempo del calo dei prezzi dell’energia e di solide revisioni degli utili. • Attendiamo l’impatto della nuova politica statunitense sul dollaro. Anche se per il momento rimaniamo costruttivi sulla valuta USA, un eventuale indebolimento potrebbe rappresentare un’opportunità per riallocare risorse verso asset class sotto pressione durante le elezioni americane, come il debito emergente. Siamo sempre più positivi sullo yen. • L’oro è tornato ad essere un utile diversificatore nei portafogli multi-asset. Dopo le elezioni negli USA, la pressione al ribasso sul prezzo dell’oro esercitata da un dollaro forte e da alti tassi di interesse reali è stata controbilanciata dalla domanda delle banche centrali e degli investitori retail in Cina e India. • Riteniamo che siano interessanti gli asset non correlati con il resto del mercato, come i certificati di emissione di carbonio o la volatilità come asset class a sé stante, che possono generare valore e consentire una gestione attiva del rischio di portafoglio.

 


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Redazione

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