“Il Presidente Powell ha utilizzato la riunione di gennaio per sottolineare ancora una volta che il lavoro della Fed a sostegno della ripresa non è concluso”, ha commentato Paolo Zanghieri di Generali Investments.

“I tassi rimarranno prossimi allo zero per un periodo prolungato e gli acquisti di asset continueranno al ritmo attuale. Ogni possibilità di tapering nel breve periodo è stata fortemente respinta.

Paolo Zanghieri

ll comunicato stampa conteneva poche modifiche: il recente rallentamento è stato debitamente registrato, così come la sua concentrazione in pochi settori.

Inoltre, è stato omesso ogni riferimento alla tempistica dell’impatto che la crisi sanitaria potrebbe generare sull’outlook economico.

I rischi sono ancora considerevoli, ha chiarito il Presidente Powell nella conferenza stampa. Ma sono per lo più a breve termine e vi è una forte evidenza che l’economia sarà più forte nella seconda parte dell’anno.

I timori di un aumento dell’inflazione mostrati dai mercati finanziari, sulla crescente aspettativa di una ripresa della domanda interna, sono stati minimizzati.

L’effetto base durante la primavera e la domanda repressa faranno salire l’inflazione di “pochi decimi di punto percentuale”. Ma la Fed si aspetta che tale aumento sia limitato in termini di dimensioni e durata. Le significative pressioni disinflazionistiche che hanno colpito l’economia globale non sono scomparse con la pandemia.

Inoltre, la Fed ha ora un’attenzione estremamente focalizzata sul riportare l’economia alla piena occupazione, che favorirebbe in particolare i lavoratori meno qualificati, che hanno bisogno di un mercato del lavoro molto attivo.

Qualsiasi conclusione dell’approccio accomodate dovrà attendere l’attestarsi dell’inflazione moderatamente sopra il 2% per un pò di tempo e il raggiungimento della piena occupazione.

Powell si è astenuto nuovamente dal fornire una definizione o una formula precisa.

La comunicazione della Fed garantirà che gli operatori di mercato non saranno colti di sorpresa quando il FOMC deciderà che è ora di iniziare a mutare atteggiamento.

Il presidente Powell ha inoltre minimizzato i rischi per la stabilità finanziaria. I prezzi delle azioni sono alti come reazione alle notizie positive sui vaccini e sulla politica fiscale, il legame con i tassi bassi non è così stretto come si pensa comunemente.

La leva finanziaria aziendale non è un problema scottante, poiché i default sono inferiori alle stime. Il settore bancario ha resistito bene alla crisi; la capitalizzazione è ora più alta rispetto a prima della pandemia, ma qualsiasi discorso circa l’eliminazione delle restrizioni sui pagamenti dei dividendi è prematuro.

Sono disponibili strumenti di regolamentazione e supervisione per prevenire criticità. E sono questi gli strumenti che la Fed impiegherà, poiché l’intervento sui tassi di interesse peggiorerebbe invece le cose danneggiando l’economia reale.

I rischi per la componente non bancaria del sistema finanziario (su cui la Fed ha una supervisione limitata) esistono e la banca centrale si muoverà in coordinamento con le altre autorità di vigilanza.”


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Redazione

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