Se si verificheranno alcune condizioni il comparto potrebbe tornare a sovraperformare il mercato. Intervista a Filippo Garbarino, gestore azionario internazionale Lemanik

Dopo le perdite accumulate negli ultimi mesi, credete che i titoli tecnologici Usa abbiano scontato l’effetto negativo derivante dalla nuova politica monetaria della Fed?
I titoli tecnologici sono giustamente considerati growth e hanno una lunga duration associata ai loro cash flow. Pertanto, sono molto più sensibili agli scostamenti dei tassi rispetto ai titoli value, che invece hanno cash flow con duration più breve. È principalmente per questo motivo che i tecnologici hanno sottoperformato il mercato nei primi mesi del 2022, in cui i tassi di interesse (T-bond decennale USA) sono quasi raddoppiati.
È difficile definire con certezza se i titoli growth abbiano già pienamente scontato la nuova politica restrittiva della Federal Reserve. Riteniamo che questo dipenda da come si muoverà l’inflazione nei prossimi mesi. Se l’inflazione mostrerà segni di stabilizzazione, grazie al rialzo dei tassi e al miglioramento delle catene di approvvigionamento, riteniamo che i titoli tecnologici possano tornare a sovraperformare il mercato. In caso contrario, ci potrebbe essere ulteriore downside nel breve, poiché la Federal Reserve dovrà alzare i tassi maggiormente rispetto a quello che si aspetta oggi il mercato.

Molte società tecnologiche hanno approfittato dei tassi bassi per aumentare i livelli di indebitamento. Credete che tali livelli siano sostenibili nel medio termine o rappresentino un fattore di rischio importante per l’asset class?
Recentemente, alcune aziende tecnologiche hanno deciso di emettere obbligazioni per sfruttare il basso livello di tassi di interesse. In tal modo, hanno efficientato il loro mix di finanziamento. I capitali raccolti serviranno a finanziare investimenti in nuovi progetti, acquisizioni strategiche, dividendi e buybacks. Non riteniamo assolutamente che il nuovo debito emesso rappresenti un rischio: le aziende tecnologiche, infatti, rimangono quelle meno indebitate tra tutti i settori dell’indice S&P 500 e sono mediamente caratterizzate da bassa intensità di capitale e alta generazione di cassa. Il basso livello di rischio è confermato dai rendimenti delle loro obbligazioni, che rimane assolutamente contenuto.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

