Intervista a Gianrito Nicodemo, gestore di Zest

Cosa vi aspettate dalla Borsa italiana nel 2022? Quali settori privilegiate in questa fase e quale tipologia di titoli potrebbe performare meglio nel medio termine?
Se la situazione politica del Paese rimarrà stabile e la congiuntura globale dovesse continuare a esser favorevole, per il 2022 ci aspettiamo un anno ancora positivo per l’azionario italiano.

Il Paese, seppur tra i singhiozzi dovuti al Covid19, vive un momento importante di rilancio della crescita economica e il tessuto imprenditoriale è ben vivo al momento.
Una buona diversificazione del portafoglio è un elemento particolarmente importante sia per quanto riguarda la generazione di performance sia la gestione del rischio.
Finanziari, costruzioni, infrastrutture, innovazione tecnologica e nel mondo dell’energia sono ancora al centro delle nostre strategie.
Attraverso i finanziari puntiamo a cogliere sia il fattore crescita sia quello di eventuale risalita dei tassi d’interesse. Costruzioni e infrastrutture ci permettono di intercettare parte della spesa governativa domestica e globale facente parte dei piani di rilancio. Così come tecnologia e rinnovabili consentono di sfruttare la spesa in digitalizzazione ed energia pulita al centro del PNRR. All’interno del nostro portafoglio poi c’è sempre spazio per storie azionarie di valore nel mondo del lusso, del retail e dei titoli industriali.
L’inflazione italiana continua a salire (anche se a ritmi inferiori rispetto a quella europea). La crescita dei prezzi al consumo può aiutare a gestire meglio l’enorme debito pubblico ma potrebbe danneggiare alcune attività economiche quotate. Qual è la vostra view a tal proposito?
Per quanto riguarda l’inflazione, se accompagnata da crescita, il nostro è un atteggiamento costruttivo. Per molti anni siamo stati alla ricerca dell’inflazione, senza trovarla, attraverso politiche monetarie ultra-espansive. La pandemia, e i provvedimenti giustamente intrapresi per contenerla, hanno creato una situazione di carenza nella catena di approvvigionamento che ha spinto al rialzo il prezzo dei beni.
Sebbene di solito andrebbe considerata come una situazione temporanea, tuttavia l‘inflazione è un nemico subdolo, che, se si protrae oltre un certo periodo di tempo, innesca fenomeni di autoalimentazione della tendenza dei prezzi che poi risultano difficili da controllare senza interventi decisi da parte delle banche centrali e dei regolatori. Le azioni, soprattutto se correlate all’andamento dei tassi e di aziende con buoni livelli di crescita, sono da sempre un buon investimento in un ambiente inflattivo sano.
Al momento le società che hanno approfittato della politica monetaria ultra-accomodante sono ben rifinanziate a tassi bassi per periodi di tempo piuttosto lunghi. Quindi il problema nel breve, a parte alcuni casi, non è il rifinanziamento del debito ma piuttosto i prezzi alla produzione.
In questo i titoli industriali hanno senza dubbio una maggiore sensibilità negativa, così come le utilities regolamentate che potrebbero soffrire sia a causa di una correlazione negativa a un aumento dei tassi sia per eventuali interventi di politica economica indirizzati a controllare le pressioni sui prezzi alla produzione e al consumo.
Lo scenario inflattivo però ad ora non è affatto scontato e la BCE continua a ritenere transitoria l’inflazione attuale. Pertanto, la diversificazione di portafoglio diventa ancor più importante in un’ottica di corretto rischio/rendimento del portafoglio.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

