A cura di Luke Hickmore, Investment director di abrdn

È difficile non farsi contagiare dall’atmosfera frizzante del ritorno a scuola che arriva con l’autunno. I francesi hanno una parola per definire questo periodo di nuovi quaderni, matite temperate e scarpe da ginnastica nuove: La Rentrée. È proprio così che ci si sente: un rientro nel mondo del lavoro, dello studio e della scuola che porta con sé spirito d’iniziativa e nuovi propositi. I politici tornano al governo, gli operatori economici ai loro terminali e i lavoratori, rinvigoriti, tornano dalle vacanze estive desiderosi di “fare qualcosa”.
Una tale mole di attività può causare grande fermento e, in alcuni casi, anche problemi. Settembre e ottobre possono essere un periodo estremamente positivo per i mercati finanziari. Ma spesso sono stati testimoni di alcuni dei più grandi crolli e correzioni: dal crollo delle banche del 1907, al crollo di Wall Street del 1929, al lunedì nero del 1987, fino alle prime propaggini della crisi finanziaria globale del 2008, tutti fenomeni avvenuti in questo periodo.
Più di recente, l’anno scorso il Regno Unito ha visto un nuovo Primo Ministro, Liz Truss, entrare in carica a settembre, determinata a inaugurare una “nuova era per la Gran Bretagna” tagliando le tasse e aumentando la spesa, solo per vedere la sterlina precipitare, le obbligazioni crollare, un intervento di emergenza della Bank of England e persino un richiamo da parte del FMI.
Vale quindi la pena di notare che un eccesso di ottimismo e di esuberanza in questo periodo dell’anno, e in particolare quest’anno, potrebbe essere un fattore molto negativo.
Perché quest’anno? Perché l’umore è moderatamente ottimista, al punto che gli investitori potrebbero lasciarsi trasportare nelle settimane a venire. Forse ci stiamo avvicinando al “nuovo quadrimestre” con un ottimismo potenzialmente eccessivo, basato sulla convinzione che l’inflazione abbia raggiunto il picco, che l’aumento dei tassi d’interesse sia destinato a fermarsi e che ci siano speranze in un “atterraggio morbido” dell’economia piuttosto che in una recessione.
Ma sono ancora molti i motivi che inducono alla cautela. I tassi d’interesse sono saliti troppo in fretta e hanno messo in difficoltà consumatori e imprese. È molto probabile che dopo l’estate i consumi rallentino, le previsioni sugli utili delle aziende siano riviste e che sia possibile una pesante correzione.
Qual è dunque il programma per gli investitori della classe 2023 – 2024?
In primo luogo, molti dovranno imparare, o reimparare, l’importanza della liquidità all’interno di un portafoglio. Non più confinata all’ultimo banco, la liquidità è in prima linea, pronta a fornire un cuscinetto contro la volatilità di altre asset class mentre ci avviciniamo al picco dei tassi d’interesse. Accanto alla liquidità, il nuovo piano di studi introdurrà le obbligazioni a breve scadenza, per garantire un buon livello di rendimento e offrire al contempo la flessibilità necessaria per trarre vantaggio da un’ulteriore volatilità.
Il passo successivo è l’ABC delle obbligazioni societarie, quindi sedetevi, aprite i libri e prendete una calcolatrice. Come in tutti i mercati, il tempismo è tutto e l’acquisto di obbligazioni societarie di qualità in prossimità del picco dei tassi d’interesse è stata una strategia di successo, come visto spesso in passato.
I ritorni arrivano con il calo dei rendimenti a causa della discesa dell’inflazione e dei tassi bancari, poiché i prezzi delle obbligazioni salgono quando i tassi scendono. L’obiettivo è quindi quello di acquistare obbligazioni di qualità quando i rendimenti sono alti e i prezzi più bassi.
Le obbligazioni con rating BBB presentano in genere tassi di insolvenza a lungo termine molto bassi (su base decennale) e offrono l’1,5-2% in più rispetto ai titoli di Stato. È probabile che l’offerta di obbligazioni societarie si riduca, poiché i rendimenti e i tassi d’interesse più elevati rendono questa forma di raccolta di capitali più costosa per le società rispetto ad altre scelte, come le cessioni o le azioni.
Attraversiamo il corridoio per entrare nella classe successiva, per il corso di studi sociali. Forse è una forzatura, ma con questo intendo “il ritorno” in ufficio dopo la pandemia. Il settore dei fondi comuni di investimento immobiliare, poco amato, sta iniziando a riprendersi.
Nell’ultimo anno, le obbligazioni immobiliari hanno prezzato i peggiori risultati possibili. Ma i risultati più recenti suggeriscono che gli affitti rimangono stabili e in aumento, con buoni livelli di occupazione per gli uffici e alcuni operatori specializzati in spazi flessibili segnalano una domanda positiva e in crescita per spazi destinati alle startup, a produttori musicali e alle arti.
Passiamo alla matematica. Forse non è tra le materie più amate, ma i numeri giocheranno un ruolo cruciale, in particolare quelli relativi ai tassi di interesse. Nel corso del prossimo anno, vale la pena aumentare la duration (e quindi di beneficiare del calo dei rendimenti) nei portafogli.
Attualmente i mercati prevedono che i tassi inizieranno a scendere nel 2025, anche se a mio parere ciò potrebbe verificarsi già nella seconda metà del 2024. In ogni caso, dopo aver raggiunto il picco ci sarà una pausa e infine assisteremo a un calo dei tassi: l’investitore attento potrebbe puntare sui mercati obbligazionari allungando la duration. Ma varrebbe anche la pena guardare agli asset immobiliari e a molte società tecnologiche per gli utili futuri attesi.
Dalla matematica passiamo direttamente all’economia, dove la classe 2023-2024 imparerà che le banche non sono forse gli asset più ovvi da detenere in caso di rallentamento dell’economia. Anche se in occasione dell’ultima crisi bancaria del 2008, i bilanci sono stati sostanzialmente migliorati e rafforzati.
Gli utili bancari sono cresciuti con l’aumento dei tassi d’interesse, anche se i costi stanno iniziando a recuperare terreno e si ripercuoteranno sugli utili nei prossimi trimestri, così come il peggioramento dei dati sui crediti deteriorati.
Gli utili bancari sono generalmente un problema per gli azionisti, non per gli obbligazionisti, con qualche eccezione. A questo punto del ciclo, le obbligazioni bancarie potrebbero essere un ulteriore asset interessante all’interno di un portafoglio diversificato di obbligazioni. E qualsiasi eccedenza di liquidità può fruttare un tasso d’interesse ragionevole presso le stesse banche che emetteranno nuove obbligazioni in autunno.
Ecco, quindi, gli argomenti da trattare per il nuovo quadrimestre: liquidità, obbligazioni societarie, fondi di investimento immobiliari, allungamento della duration sul mercato obbligazionario, banche e perfino tecnologia. Ma come tutti i bravi studenti, è importante procedere con costanza dopo aver fatto le proprie ricerche, sperando che questo sia un quadrimestre con una pagella entusiasmante.
Redazione
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