
Lo spostamento dei portafogli verso titoli di settori penalizzati dalla pandemia dovrebbe avvantaggiare le azioni italiane. Luigi Dompè, responsabile azionario Italia Anima Sgr
L’arrivo di Mario Draghi alla presidenza del consiglio dei ministri, cui spetterà tra l’altro pianificare gli investimenti dei fondi provenienti dal Recovery Fund, sembra piacere ai mercati e andare nella direzione giusta. La Borsa di Milano riuscirà nei prossimi anni a trarre beneficio da questo contesto? Quali settori del listino milanese ritenete sia opportuno sovrapesare?
L’avvento di Mario Draghi alla guida del nuovo governo di unità nazionale rappresenta una grande opportunità per il rilancio del nostro Paese e delle sue attività finanziarie.
Non si possono pretendere miracoli da una persona ma la sua credibilità a livello internazionale è sotto gli occhi di tutti e ovviamente è un biglietto da visita importante per il Paese e per il mercato italiano.
Vedremo cosa riuscirà a fare, c’è da rilanciare la crescita, intanto però c’è già la fiducia e come si sa, in economia e sui mercati, la fiducia è forse l’ingrediente più importante.
In attesa della primavera
Nel breve termine riteniamo che la ripresa resterà ancora debole, ma dalla primavera potrebbe riprendere slancio, grazie all’accelerazione della campagna vaccinale che, contribuendo a tenere sotto controllo la pandemia e le diverse varianti oggi diffuse, dovrebbe anche far ripartire i consumi.
Il punto di svolta si avrà però solo più avanti, quando la crescita acquisterà vigore anche per effetto dei benefici del Recovery Fund.
Sui fondi azionari Italia viene mantenuto un livello di investito superiore al benchmark, ma si è preso parzialmente profitto alla luce del rally del mercato. A livello settoriale è preferibile privilegiare un mix più offensivo; riteniamo, infatti, che la rotazione tanto attesa sia destinata ad essere questa volta più duratura.
Lo scarso peso della tecnologia sulla Borsa di Milano
Il posizionamento del mercato sui settori “vincenti” della pandemia – come la tecnologia – e sulle società “immuni” all’epidemia è piuttosto concentrato; in vista della ripresa economica e del ritorno graduale alla normalità nel 2021 è ragionevole si verifichi un certo spostamento verso i comparti più penalizzati (finanziari, materie prime e telecomunicazioni), che presentano aspettative di crescita migliori.
Negli indici italiani la presenza di titoli tecnologici è scarsa e pertanto se questi dovessero perdere la leadership, il mercato azionario domestico non potrà che averne vantaggio.
Le scelte di portafoglio
In questo momento, all’interno dei nostri portafogli, preferiamo guardare a società penalizzate dalla pandemia, ma che escono dalla recessione con un indebitamento sostenibile, non necessitano di aumenti di capitale e presentano aspettative di una vera e propria crescita.
Siamo invece in sottopeso sul settore industriale e dei consumi discrezionali, che hanno già molto recuperato nella seconda parte del 2020.
Sul versante dei titoli di Stato italiani, molti esperti ritengono che ci sia spazio per un’ulteriore compressione dello spread. Siete d’accordo con questa view? Su quali scadenze e tipologie di titoli di Stato italiani ritenete opportuno focalizzare l’attenzione?
Per quanto riguarda i BTP riteniamo che resteranno supportati dalla ricerca di rendimento degli investitori e dagli sviluppi favorevoli della scena politica domestica.
L’incarico a Mario Draghi, a nostro avviso, rappresenta un game changer: la sua credibilità e autorevolezza a livello internazionale sono un fattore di grande supporto anche per i Titoli di Stato domestici e l’effettiva adozione delle riforme da parte del nuovo Governo potrebbe determinare un’ulteriore compressione degli spread.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

