I mercati emergenti continueranno a performare? Il team Emerging Market di Fidelity International spiega perché questa asset class rimane ben posizionata per continuare la sua serie di sovraperformance nel corso del 2026

Chris Tennant, Emerging Markets Portfolio Manager di Fidelity International, ha commentato:

“Nel corso del 2025 i mercati emergenti sono stati tra i mercati azionari che hanno fatto registrare le performance migliori, superando gli Stati Uniti per la prima volta dal 2017. Questo potrebbe far dimenticare che le valutazioni rimangono ancora particolarmente interessanti: il mercato tratta infatti con un forte sconto rispetto agli Stati Uniti e al resto del mondo”.

“Fino alla fine del 2024, la combinazione di debolezza della Cina, tassi strutturalmente più alti e forza del dollaro avevano pesato sui ME, causando un lungo periodo di sottoperformance rispetto ai Mercati Sviluppati”.

“Tuttavia, nel 2025 diversi fattori hanno iniziato a invertire la rotta: indebolimento del dollaro, tassi di interesse in calo, momentum di alcune materie prime chiave – quali rame e oro – e segnali di ripresa in alcuni settori della Cina a sostegno di questa asset class. Anche l’aumento del numero di investitori alla ricerca di investimenti alternativi agli Stati Uniti ha fornito un sostegno significativo”.

“Considerando che l’asset class scambia ancora con uno sconto di circa il 40% rispetto al resto del mondo, il 2026 potrebbe offrire spazio per un ulteriore re-rating”.

Politica fiscale e monetaria: un supporto importante

“Molti Paesi emergenti dispongono oggi di una posizione fiscale più solida rispetto ai Paesi Sviluppati. Durante la pandemia di Covid-19, molti Mercati Sviluppati hanno distribuito pacchetti di incentivazione fiscale a sostegno dei consumi, mentre abbiamo assistito all’esatto opposto in molti Paesi Emergenti, soprattutto in Cina, che ha stretto la cinghia e cercato di sgonfiare il mercato immobiliare”.

“Di conseguenza, diversi paesi emergenti dispongono ora di un maggiore margine di manovra fiscale e di una maggiore flessibilità per sostenere la crescita, se necessario”.

“Inoltre, il contesto fiscale negli Stati Uniti ha pesato sul sentiment verso asset come il dollaro americano, esercitando pressioni ribassiste sulla valuta, che nel 2025 ha registrato un significativo arretramento. Se il dollaro dovesse continuare a indebolirsi o anche solo mantenersi stabile, ciò sarebbe favorevole per i mercati emergenti: un dollaro più debole riduce infatti i costi di servizio del debito e l’inflazione importata, sostiene i prezzi delle materie prime, rafforza le valute locali e aumenta il potere d’acquisto dei consumatori”.

“È tuttavia importante sottolineare che, pur rappresentando un fattore di supporto, la debolezza del dollaro non è l’unico motore della sovraperformance dei mercati emergenti. Molte economie emergenti dispongono oggi di mercati dei capitali più sofisticati e, di conseguenza, detengono meno debito denominato in dollari rispetto al passato: ciò significa che la loro capacità di sovraperformare non dipende necessariamente da un continuo indebolimento del dollaro USA”.

“Anche il contesto della politica monetaria è favorevole. All’inizio del 2021-2022 molti Mercati Emergenti hanno incrementato i tassi al fine di contrastare l’inflazione e i tassi reali rimangono elevati, soprattutto in Brasile, ma anche in diversi Paesi della regione EMEA. Di conseguenza, molti di questi Paesi Emergenti presentano un ampio margine di manovra per ulteriori misure accomodanti, qualora la Fed continuasse a ridurre i tassi, il che dovrebbe sostenere le valutazioni azionarie.”

Utili in accelerazione grazie a tecnologia e materie prime

“Le stime di consensus prevedono che nel 2026 la crescita degli utili dei Mercati Emergenti accelererà fino al 18,2%, un premio notevole rispetto ai Mercati Sviluppati e agli Stati Uniti, un dato che appare particolarmente interessante considerando lo sconto di valutazione dei mercati emergenti. Sebbene i fattori trainanti di queste stime sugli utili siano di natura generalizzata, come mostra la ripartizione geografica riportata di seguito, un contributo fondamentale è dato dalle economie fortemente legate alla tecnologia come Taiwan e Corea, e dai mercati ricchi di materie prime come il Sudafrica.”

Mercati Emergenti: cuore pulsante della filiera dell’Intelligenza Artificiale

“Un altro fattore che negli ultimi anni ha sostenuto i mercati statunitensi è stato, naturalmente, l’ottimismo legato all’Intelligenza Artificiale. Ciò che spesso è stato trascurato, però, è che la maggior parte della filiera produttiva dell’IA si trova nei Mercati Emergenti, come Taiwan e, in misura minore, la Corea”.

“È probabile che una parte significativa del valore generato dall’IA e dai data center venga catturata dalle società dei Mercati Emergenti. Riteniamo quindi che vi siano importanti opportunità per esporsi a queste aziende tecnologiche cruciali per la filiera dell’IA, che spesso offrono una crescita dei ricavi superiore a quella di molte società tech statunitensi, a multipli decisamente più convenienti.”

Materie prime: un contesto “Goldilocks”

“Un altro fattore chiave a sostegno dell’asset class dei Mercati Emergenti è il contesto sempre più “Goldilocks” per i prezzi delle materie prime: da un lato, la possibile tenuta di materie prime fondamentali come rame e oro; dall’altro, uno scenario più debole per i prezzi del petrolio.

“Lo scenario per il rame appare particolarmente favorevole. La domanda sta crescendo in modo strutturale – trainata dai veicoli elettrici, dal crescente utilizzo dei data center e dai processi di elettrificazione – mentre l’offerta è in calo, complice la scarsità di nuovi progetti greenfield e il peggioramento della qualità delle miniere. Per quanto riguarda l’oro, sebbene il mercato abbia già fatto molta strada e i movimenti di prezzo siano più difficili da prevedere rispetto al rame, molti dei fattori positivi rimangono intatti. In particolare, le banche centrali continuano a diversificare riducendo l’esposizione ai Treasury statunitensi, mentre in Paesi come la Cina l’oro rappresenta ancora una quota molto ridotta delle riserve totali”.

Spiragli di luce in Cina: innovatori industriali

“La Cina merita una considerazione a parte, dato il suo peso significativo all’interno dell’indice dei Mercati Emergenti. Sebbene le prospettive per i consumatori restino difficili, sul mercato iniziano a emergere alcuni segnali positivi, in particolare all’interno di diversi settori industriali emergenti, dove stiamo osservando una rapida innovazione da parte delle aziende cinesi”.

“Vi sono molte aree chiave in cui la Cina sta scalando la catena del valore, tra cui alcuni dei segmenti di esportazione più innovativi e in più rapida crescita a livello globale, come le batterie, i componenti per semiconduttori e la robotica. In questo contesto, l’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo, unito a un ampio bacino di talenti qualificati – la Cina vanta infatti la più alta percentuale al mondo di laureati in discipline STEM2 – sta alimentando l’innovazione e permettendo alle aziende cinesi di conquistare quote di mercato.

Osservazioni conclusive: un momento propizio per le azioni dei Mercati Emergenti

“La dispersione presente all’interno dei Mercati Emergenti crea inoltre un contesto particolarmente favorevole per la selezione dei titoli. Abbiamo assistito a una forte divergenza delle valutazioni a livello di singoli Paesi: i mercati più convenienti – come Sudafrica, Brasile e Messico – hanno subìto un de-rating, mentre quelli più costosi – tra cui India e Taiwan – hanno visto un ulteriore aumento dei multipli. Ciò offre notevoli opportunità in termini di valutazioni all’interno dell’indice più ampio. Inoltre, la marcata divergenza nei rendimenti dei singoli Paesi, le differenze negli standard di corporate governance e la maggiore sensibilità alle notizie indicano la presenza di diversi segmenti da evitare, sottolineando l’importanza della selettività.

 


Unknown's avatar
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.