Weekly newsletter di Cassa Lombarda: l’analisi settimanale dei mercati finanziari, l’andamento delle asset class e l’outlook di breve termine

Macro review

I sussidi di disoccupazione in Usa sono stati migliori del previsto, confermando il buon stato di salute del mercato del lavoro. Le vendite di case esistenti in Usa sono scese a settembre a causa del rialzo dei tassi dei mutui.

Azioni

Settimana positiva per le borse europee nonostante alcune prese di profitto nella seduta di venerdì. In Usa i risultati delle banche sono stati resilienti, con aumento dei margini di interesse ma cali nell’investment banking e nel trading. I titoli consumers J&J e P&G hanno battuto le stime di utili, ma J&J ha avvertito sulle pressioni ribassiste dell’economia e P&G ha ridotto le guidance. IBM e AT&T hanno sorpreso positivamente.

Obbligazioni

I rendimenti dei Treasury hanno continuato a salire in quanto nel corso della settimana sono emersi segnali hawkish da parte di diversi membri della FED. Il tasso del decennale americano è salito ai massimi del 2007, salendo per la 12ma settimana consecutiva ed eguagliando così il periodo di Volcker del 1984. Anche il rendimento reale del Treasury è salito a 1,75%, sui massimi dal 2009. I FED Funds sono ora previsti toccare un picco oltre il 5% nella primavera del prossimo anno, con solo un taglio di 25 bps per la parte rimanente del 2023. Venerdì il WSJ ha fatto circolare l’indiscrezione di un rialzo dei tassi meno forte a dicembre. Il rendimento del bund decennale è salito oltre 2,5%. In UK, la Premier Liz Truss ha rassegnato le dimissioni dopo appena 45 giorni di incarico, venendo meno il supporto del Partito Conservatore. Sul fronte del segmento credito la settimana è stata più resiliente anche grazie al supporto dell’azionario.

Valute e materie prime

Lo yen si è indebolito nonostante le dichiarazioni delle autorità locali su interventi per frenare la caduta della valuta toccando i 150Yen per dollaro. L’iron ore è sceso sotto i $90, registrando la sesta settimana negativa (periodo più lungo dal 2016) a causa dei timori per il settore immobiliare in Cina. Settimana volatile per il petrolio che chiude in salita intorno ai 93$ per il Brent trainato dai tagli alla produzione dell’OPEC e dalle speranze di ripresa della domanda cinese.

Outlook

L’esito del Congresso del Partito comunista cinese ha deluso i mercati, per l’incremento del potere di Xi Jinping e per l’assenza di riformatori orientati al mercato nel Politburo. La sicurezza appare la nuova priorità anche a discapito della crescita e la politica Zero- Covid non è destinata a sparire nel breve. Questa settimana si riunisce la Bce, che secondo le attese dovrebbe alzare i tassi di 75 bps al 2%. Il mercato scommette che il ciclo di rialzi si concluda a febbraio con un livello di 2,25%. In settimana si riunisce anche la BOJ e molto importanti saranno le dichiarazioni di eventuali interventi. I dati preliminari dei Pil in Eurozona confermeranno il rallentamento in atto dell’economia, con la Germania prevista in contrazione per il 3Q. I dati di Flash PMI e dell’Ifo tedesco per ottobre dovrebbero fornire un maggior contributo sulla situazione economica. In Usa saranno pubblicati i dati preliminari del Pil 3Q (attese +2,2% vs -0,6% de trimestre precedente). La stagione delle trimestrali americane continuerà e dai titoli finanziari, il focus si sposterà dal settore bancario a quelli tecnologico e petrolifero. Oltre 900 aziende americane pubblicheranno le trimestrali di cui 159 nell’indice S&P 500. La FED sarà in blackout period prima della decisione del 2 novembre.


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Redazione

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