Outlook S&P Global Ratings. Picco dell’inflazione nell’eurozona non sarà raggiunto prima di marzo, Rendimento Btp decennale previsto al 5.1% entro la fine del 2024
Recessione in arrivo?
Una recessione poco profonda nel 2023, quando il Pil calerà dello 0,1%, seguita da un modesto recupero, pari a +1,4% nel 2024 e +1,2% nel 2025. Queste le prospettive per l’economia italiana illustrate da S&P Global Ratings nel 2023 Economic Outlook, ribadendo le stime di novembre. A livello globale gli esperti di S&P rilevano un rallentamento sincronizzato delle maggiori economie, che presentano sintomi simili’ pur dovuti a cause diverse. Per quanto riguarda l’Europa, il rischio di recessione è stimato ora al 70%, anche se la produzione industriale si manterrà solida’ anche in primavera. S&P vede una crescita zero per l’Eurozona nel 2023, seguita da +1,4% nel 2024 e +1,5% nel 2025, con la Germania rispettivamente a -0,5%, +1% e +1,3%, la Francia a +0,2%, +1,6% e +1,5%. Per il Regno Unito la previsione è di -1%, +1,3% e +1,5%, per gli Usa -0,1%, +1,4% e +1,8% e per la Cina +4,8%, +4,7% e +4,6%.
Inflazione eurozona
Nell’Eurozona S&P non si aspetta che l’inflazione raggiunga il picco prima di marzo. In particolare, il picco sarebbe già alle spalle in termini di prezzi alla produzione e ‘non molto distante per quanto riguarda i prezzi al consumo. Per l’Italia S&P si aspetta un’inflazione al 6,1% nel 2023, con una discesa al 2,3% nel 2024 e al 2% nel 2025. Per l’Eurozona la previsione è di rispettivamente 5,7%, 2,5% e 1,9%, per la Germania 7,3%, 3% e 1,8%, per la Francia 4,4%, 2,4% e 2,3%, per il Regno Unito 5,1%, 2,3% e 1,5%, per gli Usa 4,3%, 2,7% e 2,3% e per la Cina 2,6%, 2,4% e 2,2%.
Btp, rendimenti ancora in salita
Il rendimento dei Bund decennali si attesterà al 3,2% circa a fine 2024, mentre quello sui BTp sarà al 5,1%. Lo spread BTp-Bund sarà quindi pari a circa 200 punti base e non si allargherà ulteriormente grazie alla maggiore solidità delle banche italiane e a minori rischi di frammentazione nell’Eurozona.
Tassi eurozona
Vediamo il picco del tasso sui depositi Bce al 3% probabilmente in marzo o maggio quest’anno. Non prevediamo che la Bce tagli i tassi prima dell’ultima parte del 2024 e non crediamo scenderà sotto il 2% nel 2025 e nel medio termine. S&P Global Ratings crede che i tassi di interessi ritorneranno ai livelli estremamente bassi del periodo prima della pandemia. In ogni caso, S&P nota che la Bce ha ancora lavoro da fare per contrastare l’inflazione e non solo sul versante dell’aumento dei tassi di interesse, dato che il mercato si aspetta che la banca centrale riduca il bilancio di quasi 3mila miliardi in tre anni. Questo avverrà senza vendita attiva di asset: ‘Non crediamo che la Bce opterà per vendere bond come ha fatto la BoE e continuerà invece con un quantitative tightening passivo per i prossimi tre anni’, si precisa nell’outlook.
Energia
Potremo avere ancora due inverni un pò difficili, ma il rischio di taglio fisico di forniture a famiglie e imprese è remoto sia nel 2023 che nel 2024 e il peggio potrebbe essere alle spalle. L’Eurozona sarà indipendente dal gas russo nel 2027 e l’import residuo è meno a rischio dato che anche Mosca ha bisogno che sia mantenuto.
Redazione
La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.

