Intervista a Daniele Bonanomi, fund manager di Pharus Sicav

Quali sono i fattori che hanno penalizzato la performance dei mercati obbligazionari emergenti negli ultimi mesi?

I bond emergenti registrano performance YTD negative di circa il -7%. Le ragioni sono da ricondurre sia a fattori macro sia a fattori specifici. Il principale fattore macro è il rialzo tassi attuato dalle banche centrali anche di molti Paesi emergenti per far fronte a dati sull’inflazione sopra le attese.

Quello dell’inflazione è infatti un fenomeno pressoché globale, che colpisce in particolar modo i Paesi importatori netti di Commodities.

Un altro fattore macro che ha influito negativamente sui mercati emergenti è l’apprezzamento del dollaro. Gran parte del debito emergente è denominato in USD e un apprezzamento del dollaro aumenta il grado di leverage rispetto alla valuta locale di riferimento.

In questo contesto, sono da aggiungersi anche fattori specifici di alcuni Paesi o aree geografiche.

Primo fra tutti, lo scoppio della bolla immobiliare cinese seguito al fallimento di China Evergrande. La fiducia delle banche nei confronti di questo settore con alto leverage è scesa ai minimi storici provocando una crisi di liquidità molto forte.

Infine, lo scoppio del conflitto russo-ucraino e il blocco di sanzioni che America e Europa hanno messo in campo contro la Russia. Al di là delle società ucraine, che si trovano inevitabilmente a dover ridurre o fermare la loro operatività, si aggiunge anche la forte correzione che si è osservata sui bond russi, che scontano prezzi di default di circa 40 cent sul dollaro. In questo contesto, il mercato sta scontando l’impossibilità tecnica di ripagare i debiti a scadenza a causa del blocco dei conti correnti all’interno del protocollo SWIFT.

Quale asset allocation per regione/paese/maturità/rating preferite e come pensate che l’universo delle obbligazioni dei mercati emergenti possa evolvere nei prossimi mesi?
Daniele Bonanomi

Il nostro suggerimento è quello di prediligere Paesi che presentano un rischio geopolitico basso, ancora meglio se produttori di Commodities e esportatori netti nella bilancia commerciale.

Dal punto di vista creditizio, suggeriamo di concentrarsi su nomi di qualità dai solidi fondamentali e dal rating elevato. Per meglio assorbire gli effetti di un’inflazione elevata, che potrebbe portare ulteriori rialzi tassi e una ulteriore fase di apprezzamento del dollaro, suggeriamo infine un profilo di duration contenuto.

Riteniamo comunque che i bond emergenti abbiano già scontato correzioni molto significative e un miglioramento della situazione macro e la risoluzione dei fattori sopra menzionati potrebbero dare spazio a forti recuperi, dal momento che gli spread nel panorama emergente presentano livelli storicamente elevati, soprattutto nel segmento High Yield, dove lo spread è circa all’80 quartile della sua storia.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.