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Opportunità nei bond di Ucraina e Angola

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Opportunità nei bond di Ucraina e Angola

L’Ucraina è stato uno dei pochi em a riuscire ad aumentare i propri livelli di riserva nel 2020. Romain Bordenave, fund manager emerging sovereign debt di Edmond de Rothschild Asset Management

Credete che l’attuale rendimento cedolare offerto dalle obbligazioni emergenti sia in grado di compensare i rischi che un investitore si accolla con la sottoscrizione di strumenti dedicati a questi bond?

In realtà dipende dalle obbligazioni che state cercando. In un contesto caratterizzato dall’aumento dei tassi negli Stati Uniti, sulla scia del miglioramento del contesto globale e dell’accelerazione delle campagne di vaccinazione, dobbiamo essere certi che i rendimenti delle obbligazioni che stiamo selezionando stiano ricompensando il costo potenziale dell’impatto dei Treasury.

Su questo punto, non siamo sicuri che i titoli con una maggiore duration stiano offrendo rendimenti sufficienti a compensarlo, specialmente per quanto riguarda il segmento  Investment Grade.

Allo stesso tempo, dobbiamo anche prestare attenzione al rischio di credito. E una delle conseguenze del basso livello dei tassi è che molti spread trattano adesso al livello più basso di sempre, come nel caso della maggior parte dei Paesi di più alto livello.

Ecco perché pensiamo che gli investitori debbano essere selettivi nella scelta delle obbligazioni. All’interno dei nostri fondi, abbiamo scelto di ridurre la nostra allocazione sul segmento Investment Grade dove pensiamo di non essere abbastanza ricompensati per il rischio che ci siamo assunti per aumentare la nostra esposizione in storie più creditizie / idiosincratiche (Iraq, Zambia o Sri Lanka) o ad alto rendimento come Ucraina, Turchia o Egitto dove il rendimento è sufficiente a compensare il rischio di credito e di duration.

 

In questa fase di mercato, quali em bond (per Paesi, affidabilità creditizia, valuta) ritenete opportuno sovrapesare nei vostri portafogli e quali sottopesare?

Il segmento high yield continua ad avere uno sconto elevato rispetto all’investment grade e offre un notevole potenziale di rimbalzo.

Crediamo che ci sia un alto potenziale di recupero nei mercati a beta elevato e nei titoli petroliferi, in particolare Ucraina, Turchia o Angola, che a nostro avviso sono ancora sottovalutati.

L’Ucraina è interessante, poiché il Paese sta beneficiando di buoni fondamentali. Il Paese è stato anche uno dei pochi mercati emergenti a riuscire ad aumentare i propri livelli di riserva nel 2020.

Gli attuali rumours con la Russia nella regione del Donbass offrono una grande opportunità, poiché non ci aspettiamo un’escalation.

Infatti, entrambi i Paesi hanno troppo da perdere su questo fronte. Per quanto riguarda la Turchia, il forte calo degli asset turchi in seguito all’uscita del capo della Banca Centrale Naçi Agbal dovrebbe fornire un interessante punto di ingresso per questo Paese che ha un’economia diversificata.

Infatti, oggi la Turchia tratta in linea con la Nigeria, ma con un sistema bancario e con dei fondamentali più solidi.

La ripresa della domanda in Cina, negli Stati Uniti e in Europa, tra gli altri, dovrebbe continuare a sostenere gli operatori attivi nel settore delle materie prime in tutti i mercati emergenti.

Ci aspettiamo che i settori ciclici sovraperformeranno, con metalli, estrazione mineraria ed energia in testa. In questo contesto, ci piace l’Angola, con una forte dipendenza dal prezzo del petrolio.

 

Con gli attuali prezzi del petrolio di oltre 60 dollari al barile, il Paese africano dovrebbe avere meno preoccupazioni per quanto riguarda il proprio deficit e potrebbe trarre vantaggio dalla riapertura dei mercati.

Il Paese è politicamente stabile con un solido quadro di sostegno finanziario da parte di tre importanti creditori bilaterali: Cina, G20 e FMI.

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