Petrolio in rialzo sulle speranze di un accordo Opec

Apertura negativa per le Borse europee. Wall Street ha chiuso la seduta in leggero calo. L’azionario giapponese reagisce bene allo stato di emergenza coronavirus lanciato da Shinzo Abe

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Apertura negativa per le borse europee
Apertura negativa per le borse europee, con i principali indici in calo di circa l’1%. Pesa il nulla di fatto dell’Eurogruppo, che non ha portato ad alcun accordo. I ministri delle Finanze torneranno a riunirsi domani. In calo i bancari, male anche Enel, Exor,Eni, Generali, Saipem, Telecom, Tenaris e Unipol. In rialzo i titoli del risparmio gestito, DiaSorin, Ferrari, Leonardo, Nexi, Pirelli e Ferragamo.

Wall Street debole in chiusura
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in leggero calo, con Dow Jones -0,12%, S&P 500 -0,16% e Nasdaq Composite -0,33%. Sessione partita in deciso rialzo, in scia al rally di lunedì, sulle aspettative di un rallentamento dei contagi del coronavirus. Nella seconda parte della seduta WS ha risentito della debolezza del petrolio dopo che Wti ha lasciato sul terreno il 9,4%. Tra i titoli in evidenza ExxonMobil +1,85%. Il colosso petrolifero ha annunciato la riduzione del 30% della spesa per investimenti previsti per il 2020. Bene 3M con +2,76%. La multinazionale ha siglato un accordo con la Casa Bianca per la fornitura di 166,5 milioni di mascherine. Boeing -4,77%. Il colosso aerospaziale ha annunciato la sospensione della produzione del 787 “Dreamliner” presso lo stabilimento della Carolina del Sud.

Borse asiatiche contrastate
L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso la sessione in rialzo del 2,13%. Male gli altri indici delle borse asiatiche, con Shanghai -0,48%, Hong Kong -1,41%, Sidney -0,86%, Seoul -0,50%. L’azionario giapponese ha reagito comunque positivamente allo stato di emergenza coronavirus lanciato nella serata di ieri dal premier Shinzo Abe. La Bank of Japan ha garantito nelle ultime ore che adotterà tutte le misure necessarie per assicurare la stabilità economica del paese. Detto questo, gli analisti di Goldman Sachs hanno diffuso un report prevedendo un crollo del Pil del Giappone, nel secondo trimestre dell’anno, pari a -25% (su base trimestrale annualizzata). Le spese per consumi sono previste anch’esse crollare del 25%, mentre per le esportazioni l’outlook è di una caduta del 60%.

S&P su Australia
Attenzioni sull’Australia, dopo che S&P ha confermato il rating a tripla A, tagliando tuttavia l’outlook da Stabile a Negativo. L’agenzia di rating ha motivato il taglio parlando di forte deterioramento dello spazio fiscale di cui dispone il Paese, sebbene gli elevati deficit, a suo avviso, saranno temporanei. Tuttavia il coronavirus ha provocato un grave shock economico e fiscale in Australia, e il deficit oscillerà attorno al 7,5% del Pil nel periodo 2020/21. La crescita annua del Pil, inoltre, rallenterà all’1,3% nell’anno fiscale 2020. S&P ha anche tagliato l’outlook delle 4 grandi banche australiane CBA, Westpac, ANZ e NAB da Stabile a Negativo. I rating delle Four Big Banks rimangono ad “AA-“.

Obbligazionario: tornano BOT a 3 mesi
In apertura dei mercati europei lo spread Btp/Bund è salito a 205 pts, con il nostro Btp decennale che rende il 1,70%. Al via la tornata d’aste di metà mese con un collocamento che vede il Tesoro offrire oltre al Buono annuale anche quello a 3 mesi, assente dal 2013.

Euro Dollaro a 1,0850
Il dollaro è rafforzato dal ritorno di timori sulla diffusione del virus e dalla corsa degli investitori alle valute rifugio. Euro Dollaro a 1,0850 e biglietto verde un po’ più forte contro yen e franco svizzero.

Petrolio in rialzo
Petrolio in rialzo sulle speranze di un accordo Opec e per un taglio alla produzione da parte della Russia, con il Brent che guadagna l’1% a USD 32,20 al barile e il Wti in rialzo del 4% a USD 24,50.

Agenda macro
L’agenda macro di oggi è piuttosto povera di appuntamenti con la sola pubblicazione del dato su scorte e produzione di greggio negli Stati Uniti. In serata la Fed pubblicherà i verbali dell’ultima riunione di politica monetaria dello scorso 15 marzo.