Prezzi del greggio sotto pressione

Apertura positiva per le borse europee. Dollaro chiude la sua miglior settimana da un mese. Attesi oggi i dati sulla bilancia commerciale per l’Italia e la zona euro e il dato finale sull’inflazione nella zona euro. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di venerdì 16 luglio prevede nel corso della mattinata i dati
sulla bilancia commerciale per l’Italia e la zona euro e il dato finale
sull’inflazione nella zona euro, con attese per rialzi dello 0,3% congiunturale e
dell’1,9% tendenziale a livello armonizzato. Dagli Usa si attendono nel
pomeriggio i dati sulle vendite al dettaglio di giugno, le scorte all’industrie di
maggio, i flussi netti di capitale di maggio e la fiducia dei consumatori
calcolata all’università del Michigan.

Per quanto riguarda gli appuntamenti, la Banca d’Italia pubblica Bollettino Economico trimestrale mentre in Giappone la Bank of Japan terminerà oggi la riunione di politica monetaria.

Sul fronte delle banche centrali, Jerome Powell, chairman della Federal Reserve, nella
sua seconda giornata al Congresso Usa, ha ribadito che l’istituto centrale di
Washington continua ad attendersi che le pressioni inflazionistiche siano
transitorie. La banca centrale Usa per il momento resterà dunque accomodante,
sottolineando l’impegno a un potente supporto per completare la ripresa
economica Usa.

In Europa, il mercato si aspetta che nel meeting della prossima settimana Francoforte confermi l’attuale approccio accomodante, sulla base dei toni rassicuranti dei recenti messaggi arrivati dai policymaker. Francoforte s sta dimostrando una delle banche centrali più ‘dovish’, in una fase in cui le discussioni e le prime mosse concrete all’insegna del ‘tapering’ sono ormai all’ordine del giorno. Toni invece decisamente più hawkish da parte della Bank of England; secondo alcuni esponenti, infatti, la banca centrale del Regno Unito potrebbe essere costretta a interrompere il suo programma di Quantitative easing di acquisto di bond per mettere un freno alla crescita dell’inflazione.

Il dollaro si avvia a chiudere la sua migliore settimana da circa un mese,
aiutato dal ritorno alla sicurezza degli investitori. Il cross euro/dollaro è a
1,1807, in calo di 0,02%; il cambio euro/yen è a 129,86 mentre il dollaro
contro yen scambia a 109,94..

Prezzi del greggio sotto pressione dopo un accordo di compromesso in seno
all’Opec e i dati settimanali deludenti sulla domanda Usa di carburanti. I futures
sul Brent scambiano in calo dello 0,25% a USD 73,12 il barile, mentre al Nymex
il Wti Usa è in calo dello 0,30%% a USD 71,35.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in rialzo di 17 bp a 174,75, il Btp
future guadagna 13 bp a 152,91. Lo spread Btp/Bund riparte da 106 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale allo 0,71%.

Apertura in rialzo per le borse europee, con Piazza Affari positiva dello
0,20% in apertura. Positivi anche tutti i principali indici EU. Misti i titoli
bancari sul Ftse Mib. Bene Buzzi Unicem, Moncler, Prysmian, Terna, Hera e
Nexi. Deboli invece Saipem, Eni, Diasorin, Recordati e Amplifon.

Azionariato asiatico contrastato stamane. L’indice Nikkei 225 della borsa di
Tokyo perde lo 0,98% mentre Hong Kong guadagna lo 0,35%. Negativa anche
Shanghai a -0,45% insieme a Seoul che perde lo 0,28%. Positiva invece
Sidney a +0,17%. Sul fronte macro, la Bank of Japan ha confermato il target
dei tassi di interesse di breve termine al -0,1% ed il target dei tassi dei titoli
di stato decennali, che rimane attorno allo zero per cento. La BoJ ha inoltre
tagliato l’outlook sulla crescita del Pil del Giappone dell’anno fiscale in corso,
dal +4% stimato ad aprile a +3,8%. Si è anche rivista al rialzo la stima
sull’inflazione di quest’anno, prevedendo un’accelerazione pari a +0,6% su
base annua, rispetto al +0,1% atteso ad aprile.

Wall Street segna un’altra seduta contrastata, che vede in particolare il
Nasdaq Composite chiudere in calo la terza sessione consecutiva a -0,70%.
Unico in positivo dei tre principali indici newyorkesi giovedì è stato il Dow
Jones Industrial Average, che ha guadagnato lo 0,15%, mentre l’S&P 500 ha
chiuso in declino dello 0,33%. Tra i sottotitoli dell’S&P 500 andamento
peggiore per Technology e soprattutto Energy, deprezzatosi dell’1,41%
sull’ennesimo calo dei corsi del petrolio. Torna invece in positivo Financials,
nonostante Morgan Stanley, ultima delle big di Wall Street a presentare i
risultati trimestrali, non sia uscita molto dal copione già seguito da Goldman
Sachs, Jp Morgan Chase & Co. o Citigroup. Tra gli altri titoli, da segnalare il rally
del 5,28% di Moderna, dopo che S&P Dow Jones Indices ha comunicato che
Moderna dal prossimo 21 luglio prenderà il posto di Alexion Pharmaceuticals
nell’S&P 500.

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