La disruption è oggi un fenomeno globale, una vera rivoluzione che, in senso positivo o negativo, sta coinvolgendo tutti i settori. La tecnologia è alla base di questo velocissimo processo, ma a incidere sono anche altri elementi, come il fortissimo cambiamento psicologico delle persone e la corsa alla crescita delle società più competitive. Il Covid, per di più, ha accelerato questo trend. Per gli investitori, secondo le più importanti società di gestione, si possono creare occasioni spettacolari, ma occorre uno stock picking molto attento
Il termine disruption è una parola inglese ormai entrata nel gergo comune di tutto il mondo, il cui significato, però, rimane spesso abbastanza mal definito. Visto quanto sta accadendo in giro per il pianeta, una traduzione italiana certo non letterale, ma, forse fedele allo spirito originale, può essere rivoluzione. Ciò perché le trasformazioni tecnologiche di questi anni stanno portando a un completo ribaltamento di tutto: modelli di business, abitudini di vita, mentalità, tecnologie che sembravano consolidate. Infatti, come emerge sempre più chiaramente, a essere davvero impressionante è la pervasività che caratterizza le trasformazioni, oltre alla loro velocità. L’hi-tech, che si regge su una sempre più possente infrastruttura digitale, infatti, sembra non risparmiare alcun comparto cui si avvicina. Inoltre, la tremenda pandemia che ha segnato questo 2020 ha giocato un ruolo di volano importante, ma non si deve dimenticare quanto fossero già intensi e rapidi i trend in atto.
Medicina, trasporto su ruote, servizi finanziari, oltre che ovviamente intrattenimento e commercio, con l’entrata a livello di massa di cambiamenti culturali profondissimi presentano oggi un panorama completamente diverso rispetto a qualche anno fa. Alzi la mano chi 10 anni fa sarebbe stato in grado di definire in maniera precisa termini come streaming e bitcoin e cinque anni fa fenomeni come gli esport e i webtoon. In tutto questo vorticoso processo, l’industria dell’asset management si trova a giocare un ruolo chiave, per la propria sopravvivenza in primis e per tentare di fornire agli investitori una guida per capire quanto meno in quale direzione l’economia si sta trasformando. Infatti a essere saltati in questi anni sono stati soprattutto alcuni paradigmi finanziari consolidati.
TANTI SETTORI NUOVI
Uno di questi è costituito dalla continua sovraperformance delle azioni tecnologiche growth per non parlare della creazione di settori completamente nuovi in cui investire. La creatività tecnologica dell’ingegno umano ha portato, ad esempio, alla realizzazione di prodotti di investimento basati sull’industria dei tornei di videogiochi o al fatto che in questo travagliato 2020 uno dei maggiori Ipo asiatici sia stato operato da un’azienda sud-coreana i cui asset e flussi di cassa sono forniti da una boy band sulla cresta dell’onda in tutto il mondo. Anche l’ascesa delle criptovalute ha portato alla nascita di un’asset class del tutto nuova, non facilmente definibile e ancora meno facilmente regolabile. Oggi ci troviamo di fronte a mercati che offrono opportunità senza fine per chi sarà in grado di trasformare in profitti gli stravolgimenti in corso con al tempo stesso problemi di risk management enormi di fronte ai quali i modelli degli ultimi decenni sono probabilmente del tutto inadeguati.
Come può oggi, per esempio, un gestore incorporare all’interno di un modello valutativo di aziende di auto la possibilità che decolli un car sharing di massa retto da una possente intelaiatura di intelligenza artificiale? Oppure che la suddetta intelligenza artificiale cambi profondamente il grado di produttività della ricerca farmaceutica? Il Covid stesso ha in fondo dimostrato in maniera chiara quanto diverso sia questo 2020 rispetto anche solo agli anni della crisi finanziaria, con i colossi tecnologici statunitensi e asiatici che hanno visto, in un quadro di forte avversione, non solo rendimenti marcatamente migliori, ma in gran parte persino una minore volatilità: un fenomeno che non si era mai visto prima. Il mestiere di investitore professionale, dunque, è destinato ad assumere nel giro di pochissimo tempo caratteristiche e funzioni totalmente nuove. Per queste ragioni Fondi&Sicav ha voluto tentare di capire dai diretti interessati, cioè alcune delle case di investimento più importanti, come si stanno muovendo in questo contesto.
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Giuseppe Riccardi
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