Recovery: grande sfida per l’Italia

Intervista a François Rimeu, Senior Strategist, La Française AM

credito la francaise AM sul segmento high yield

La spinta economica relativa al Recovery potrebbe favorire i Paesi periferici. In modo particolare Italia e Spagna, i cui mercati azionari potrebbero prendere quota. Condividete quest’ipotesi?

François Rimeu

Italia e Spagna hanno finalizzato i loro Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza. I due piani, del valore rispettivamente di 191,5 miliardi di euro e 170 miliardi di euro, rappresentano quasi il 50% dell’intero Recovery Fund europeo (750 miliardi di euro).

Questa allocazione enfatizza il sostegno a una ripresa trainata dagli investimenti e dalle riforme strutturali nell’Europa meridionale.

Questi investimenti, incentrati principalmente verso la transizione verde, la digitalizzazione e le infrastrutture, potrebbero aumentare la crescita media in Italia e Spagna di circa l’1% nel periodo 2021-2026. E, poiché la maggior parte del sostegno verrà dagli investimenti (80%), stimiamo che la crescita potenziale potrebbe anche essere rivista al rialzo dopo il 2026.

Naturalmente, non sarà facile da realizzare. E sarà necessaria un’implementazione efficiente perché il piano sia efficace nel sostenere la ripresa. Le sfide maggiori potrebbero essere per l’Italia, poiché sono necessarie riforme strutturali nella pubblica amministrazione. Ma anche la Spagna ha bisogno di colmare il divario tra l’età pensionabile effettiva e quella regolamentare (riforma delle pensioni), e potrebbe rivelarsi difficile.

Una crescita maggiore sarà positiva per i mercati azionari italiani e spagnoli. Ma molte altre variabili devono essere considerate prima di poter prevedere quale potrebbe essere la direzione futura di questi mercati. Un punto che vorremmo sottolineare è la composizione settoriale di questi mercati rispetto agli indici europei.

Quando si sceglie di investire in Italia o in Spagna, si sceglie di sovrappesare il settore finanziario, che rappresenta più del 30% del FTSE MIB e il 24% dell’IBEX (contro il 16% dello Stoxx 600). Il più delle volte i titoli finanziari tendono a fare meglio del mercato quando i tassi salgono, questo deve essere tenuto in considerazione. Attualmente pensiamo che una maggiore crescita e una maggiore inflazione porteranno a tassi più alti, il che potrebbe aiutare i mercati italiani e spagnoli a sovraperformare gli indici europei.

Se il Recovery riuscirà a spingere i mercati periferici dell’Eurozona, credete che saranno le small cap o le large cap di questi listini a trarre i maggiori vantaggi?

Non pensiamo che la capitalizzazione sarà il criterio determinante quando si tratterà di sovra o sotto performance. Una parte degli investimenti andrà verso le piccole aziende. Ma i governi avranno bisogno del coinvolgimento di aziende più grandi, data la dimensione del piano complessivo.

Detto questo, quando il mercato azionario sale, le aziende più piccole tendono a fare meglio. Pertanto, se dovessimo scegliere, favoriremmo le small cap.

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