Reddito fisso e valute: non c’è molto valore al di fuori della Cina

I titoli di Stato continuano ad apparire molto vulnerabili ed è difficile che offrano rendimenti positivi. Le opportunità degne di interesse sono poche. Pictet Am

La crescita economica nominale negli Stati Uniti è vicina al 10% e la Fed non vede l’ora di ritirare gli stimoli monetari, visto che la sua politica è diventata sempre più restrittiva a partire da settembre. Ciò a sua volta si riflette nel fatto che il mercato si attenda aumenti dei tassi a breve termine. Prevediamo un rialzo sino al 2% dei rendimenti dei Treasury entro la fine dell’anno. Le obbligazioni indicizzate all’inflazione (TIPS), i bond con la performance migliore del 2021, offrono ora meno protezione rispetto a 12 mesi fa, considerata la flessione dei rendimenti e visto il fatto che l’inflazione di break-even oscilla intorno ai massimi ciclici.

Continuiamo inoltre a sottopesare le obbligazioni statunitensi investment grade e high yield. Gli spread sono ancora molto bassi e gli investitori stanno iniziando ad accorgersi dei rischi, di conseguenza le obbligazioni high yield hanno registrato dei disinvestimenti nelle scorse settimane.

Le prospettive per le obbligazioni europee paiono ancora più complesse, dati i loro rendimenti estremamente bassi. Valutazioni di questo tipo sembrano difficili da giustificare, visto che la regione sta vivendo una crescita superiore alla media e le sue banche centrali stanno riducendo gli stimoli, quando non hanno già rialzato i tassi, come fatto di recente dalla Banca d’Inghilterra.

Una delle poche note positive sono i titoli di Stato cinesi

E questo per una serie di ragioni. Innanzitutto, la PBoC sta ora allentando la sua politica monetaria sia a livello di manovre (tagli dell’RRR) che di orientamento futuro, in controtendenza rispetto al resto del mondo. In secondo luogo, l’inflazione rimane sotto controllo e non prevediamo che superi l’obiettivo del 3% della PBoC per via della domanda più contenuta rispetto ad altre regioni del mondo e della forza della valuta. Il terzo segnale di acquisto è dato dalle valutazioni. Il rendimento dei titoli di Stato cinesi rimane interessante rispetto a quanto offerto altrove e oscilla intorno al 3%.

Per quanto riguarda le valute, i nostri modelli suggeriscono che nel breve termine il dollaro USA potrebbe apprezzarsi ancora un po’, con un potenziale picco ciclico intorno a quota 100 dell’indice DXY (attualmente scambia a 96). Nel lungo termine, tuttavia, il divario di crescita economica tra gli Stati Uniti e il resto del mondo comincerà a ridursi, portando all’indebolimento del biglietto verde.

Rimaniamo negativi nei confronti della sterlina. L’economia britannica è in ritardo rispetto al resto del mondo e l’attività è ancora inferiore dell’1% rispetto ai livelli pre-COVID. La sterlina, inoltre, deve affrontare una stagionalità negativa e un indebolimento dei trend tecnici. Il recente aumento dei tassi da parte della BoE ha sorpreso per la tempistica, ma dubitiamo che nel 2022 sarà seguito da altri tre o quattro rialzi, che è lo scenario attualmente scontato dal mercato.