In una fase di forte penalizzazione del comparto meglio puntare su società che hanno forti vantaggi competitivi. Intervista a Mark Heslop e Phil McCartney, gestori del Jupiter European Smaller Companies Fund

Jupiter

Come si sono comportate le small cap europee in questa difficile fase di mercato e quali scelte di portafoglio (per paesi, settori etc) avete messo in atto per far fronte alla situazione?

Le azioni europee hanno registrato una particolare debolezza quest’anno e ora sono scambiate a uno sconto significativo e forse interessante rispetto ai peer statunitensi. Le small cap europee hanno sofferto maggiormente a causa delle turbolenze del mercato. L’Europa è, in una certa misura, nell’occhio del ciclone a causa della prossimità del confitto in Ucraina e della dipendenza dall’energia russa. Tuttavia, è probabile che questi eventi, insieme alle crescenti tensioni tra Cina e Occidente e ad altre forze inflazionistiche, avranno un impatto più ampio sull’economia globale.

Per far fronte a questo contesto, continuiamo ad attuare il nostro rigoroso processo di investimento, concentrandoci sulla selezione bottom-up di titoli growth di qualità di società che presentano notevoli vantaggi competitivi, forti barriere all’ingresso, elevata redditività e solidità nei bilanci. Nella ricerca di leader del settore, le nostre società hanno spesso prospettive più globali, il che significa che il nostro portafoglio ha una minore esposizione ai ricavi nazionali rispetto all’indice. Tendiamo inoltre a evitare le attività nelle industrie legate alle materie prime a causa della loro mancanza di potere di determinazione dei prezzi. Per questo non abbiamo alcuna esposizione all’energia né alle utility.

 

A vostro avviso, quali condizioni dovrebbero materializzarsi per consentire alle quotazioni delle small cap del vecchio continente di risalire la china nel corso dei prossimi anni?

La storia ci insegna che dopo un significativo calo della fiducia dei consumatori, il mercato azionario europeo continua a fornire rendimenti interessanti nei successivi 12 mesi. Le azioni europee potrebbero trarre vantaggio da qualsiasi flusso di notizie positive sull’Eurozona, che si tratti di una risoluzione del conflitto in Ucraina o di qualsiasi cambiamento costruttivo che aiuti a ridurre l’inflazione. Cambiamenti di questo tipo dovrebbero avere un impatto maggiore sulle small cap, visto che il premio al rischio storico rispetto alle società più grandi è tutt’altro che scomparso, mantenendo la loro opportunità per una crescita maggiore. Tuttavia, è impossibile stabilire quando il mercato raggiungerà il minimo finché non si verificherà un cambiamento di scenario e probabilmente ci sarà un rapido riprezzamento a seguito di uno degli eventi sopra citati.

In uno scenario così incerto, continuiamo a ritenere che concentrarsi su società con fondamentali solidi, vantaggi competitivi ed esposizione alla crescita secolare sia il percorso più affidabile per ottenere rendimenti di successo a lungo termine. Il repricing del mercato a breve termine ci offre, in qualità di gestori attivi, l’opportunità di acquistare aziende leader a livello mondiale a prezzi interessanti. Le aziende di qualità tendono a prosperare in tempi economici più difficili sottraendo quote di mercato ai peer meno resilienti o perché i clienti si concentrano sull’acquisto di beni e servizi che possono fare la differenza per le loro attività. Tali imprese dovrebbero essere in grado di creare valore per gli azionisti anche se il contesto macroeconomico rimane difficile.


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.