La giornata mondiale della terra del 22 aprile evidenzia come i nuovi strumenti per proteggere l’ambiente possano anche stimolare la competitività industriale dell’Europa. L’analisi di Dws
Si tratta di un dilemma sempre più comune. La trasformazione dell’Europa verso un futuro più pulito richiede un notevole investimento di capitale, ma i livelli di debito limitano ciò che i governi possono fare e le banche sono ostacolate da condizioni finanziarie più restrittive. Fortunatamente, i bond legati alla sostenibilità potrebbero essere esattamente ciò di cui l’Europa ha bisogno per affrontare le sue principali sfide, come il declino demografico, la competitività industriale e la transizione climatica.
Osservando la dimensione dei mercati dei prestiti verdi e dei prestiti legati alla sostenibilità in tutta Europa (bond e prestiti in cui una parte del tasso di interesse è legata al raggiungimento da parte del mutuatario di specifici obiettivi ambientali, sociali o di governance (ESG) stabiliti nell’accordo di prestito) crediamo che ci sia un futuro speranzoso davanti a noi, poiché le piccole e medie imprese (PMI) stanno allontanando le loro fonti di finanziamento dai tradizionali creditori bancari e stanno trovando liquidità dai capitali privati attraverso il mercato dei prestiti diretti e dei bond legati alla sostenibilità. Il finanziamento delle PMI è essenziale, poiché costituiscono la spina dorsale dell’economia europea, rappresentando più della metà del PIL europeo e impiegando circa 100 milioni di persone.
Tale finanziamento può contribuire ad accelerare i processi di crescita e di trasformazione in tutti i settori, tra cui quello manifatturiero, dei trasporti, della sanità e dell’istruzione, oltre a migliorare la competitività delle PMI di tutte le dimensioni e in tutti i settori e geografie. Prendiamo ad esempio i sistemi sanitari europei, che sempre più spesso devono fornire cure migliori e più efficienti con meno risorse. La sanità e le scienze della vita sono stati uno dei maggiori utilizzatori di debito privato in Europa, rappresentando il 18% delle operazioni totali nel 2022. Questi settori stanno inoltre dimostrando come essere all’avanguardia del finanziamento legato alla sostenibilità possa contribuire a fornire gli investimenti e gli adeguamenti di sistema necessari per far fronte all’invecchiamento della popolazione, all’aumento delle malattie croniche, alla carenza di operatori sanitari e alle limitazioni del finanziamento pubblico.
Le PMI sono fondamentali in questo contesto, poiché costituiscono il 95% delle 34.000 aziende europee attive nel settore medtech e hanno sviluppato circa il 20% di tutti i medicinali per uso umano raccomandati per l’autorizzazione nel 2020, la metà dei quali mirano a malattie rare. Sbloccare i canali di finanziamento sostenibile per questo settore diventerà sempre più importante, non solo per affrontare la sfida demografica dell’Europa, ma anche per rafforzare la salute e la produttività dei cittadini europei.
Redazione
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